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Lazza – Molotov [RECENSIONE]

Sono passati due anni dall’ultimo progetto discografico di Lazza, ma il rapper di Milano non ha mai smesso di far parlare di sé in tutto questo tempo. Dopo essere stato presente nei dischi più importanti di quest’ultimo periodo, l’artista ha annunciato il suo terzo album ufficiale (“Sirio”), svelando la presenza di Tory Lanez e French Montana al suo interno e pubblicando il terzo capitolo di “Ouverture”.

Ora invece è la volta di “Molotov”, un brano che riprende le sonorità anni ’80 e richiama i recenti lavori di The Weeknd e dello stesso Tory Lanez. Da quest’ultimo, probabilmente, ha anche preso l’idea dell’alter ego da inserire nell’album – l’artista canadese per pubblicizzare “Alone at Prom” si è servito di Ashton Rain – annunciando la presenza di El Jefe nella tracklist.

“Molotov” ha un ritmo incalzante, che fa un uso massiccio dell’autotune e contiene delle strofe leggere ma ben costruite, appetibili al grande pubblico ma con un occhio di riguardo al rap; la metrica è sempre impeccabile, le rime prive di tecnicismi evidenti, così da privilegiare le melodie – soprattutto nel ritornello molto pop.

Il tema amoroso non è una novità per l’autore, che nel corso dei dischi si è approcciato all’argomento in tanti modi diversi, e stavolta racconta dei litigi furibondi con l’amata, di come continuino a stare insieme nonostante i continui battibecchi, svelando quella che sembra essere una relazione tossica in piena regola.

Tracce di questo tipo risaltano la poliedricità di Lazza, in grado di rappare in maniera eccellente e di fare allo stesso tempo hit radiofoniche per ampliare il proprio pubblico. Inoltre, è interessante notare come il rapper riesca ad essere sia arrogante che riflessivo senza mai perdere di credibilità, lasciando emergere all’occorrenza i lati contrastanti della sua persona e producendo musica varia che rispecchia i suoi stati d’animo.

TESTI
3.2/5
MUSICA
4/5
ORIGINALITA'
3.2/5

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