- per Antonio Contu'
- in Novità
- on 18/02/2025
Articolo a cura di Francesco Ferri
Anche quest’anno si è concluso il Festival di Sanremo, arrivato alla sua settantacinquesima edizione. Come ogni volta, però, al momento dei titoli di coda, non sono mancate le lamentele riguardo la classifica finale.
In particolare, a destare scalpore, è stata l’esclusione dalla cinquina finale di Giorgia, artista data fra i favoriti per la vittoria fin da prima dell’inizio della kermesse canora. A far storcere il naso, però, non è stato semplicemente il fatto che Giorgia, legittimamente o no, fosse esclusa dalla cinquina, ma che, a prescindere, in quest’ultima comparissero solo interpreti maschi.
La stessa cantante si è espressa a riguardo nella trasmissione Domenica In, immediatamente successiva alla settimana del Festival: “Io non lo so come mai, deve essere qualcosa di atavico che c’è nella nostra mentalità. Deve essere una cosa inconscia”. Queste le parole con cui ha spiegato come, secondo lei, il pubblico, e non solo, sia inconsciamente portato a protendere, e quindi votare, verso artisti uomini. “C’è una mentalità inconscia quando bisogna trattare un genere piuttosto che un altro”. Ha così proseguito di nuovo Giorgia. “Finché dobbiamo sottolineare che non c’è una donna vuol dire che c’è un problema, arriveremo ad un punto in cui non si dovrà notare se una donna c’è o non c’è. Detto questo, la vittoria di Olly è meritatissima, il suo pezzo è bello”.

Non solo lei. Sulla questione si è espressa, particolarmente furente, la collega Elodie: “Sono rimasta malissimo per Giorgia. È stato irrispettoso per il suo talento, per la sua carriera. È stato ingiusto che non fosse lì. Dov’era il sostegno delle radio, dei giornalisti? Sembra che le donne debbano sempre fare le capriole, non voglio fare la vittima ma sono dati oggettivi. Noi donne siamo sempre in minoranza”.
Ora, facciamo un attimo un respiro e riflettiamo sulla questione. Se vogliamo parlare di qualità musicale e trovare opinabile la cinquina finale per l’assenza di Giorgia, sulla base della qualità del brano portato o sulla performance che ha messo in scena sul palco dell’Ariston, va benissimo. Ma trovare deplorevole che Giorgia o qualsiasi altra cantante femmina non sia presente nella cinquina finale per il solo fatto di essere donna non ha minimamente senso, e questo perché è a dir poco svilente per la donna stessa. Ovviamente non siamo qui per negare che, nel mondo attuale, ci possa essere in atto un gap salariale, sociale, lavorativo per le donne: sono tematiche che non ci competono neppure.
In questo caso specifico parliamo di un concorso musicale, all’interno del quale viene premiata la qualità artistica di un brano e del cantante che lo porta in gara: Il sesso di quest’ultimo è totalmente ignorato nella scelta del vincitore. Oltre a ciò ci si è scagliati contro alla scelta di non far entrare Giorgia nella cinquina finale accusando apertamente la sala stampa e le radio, quando loro in primis avevano sempre premiato Giorgia posizionandola molto bene nelle classifiche parziali delle serate precedenti: ciò significa che ad aver avuto il peso maggiore nella scelta della classifica è stato il televoto. E pensiamo davvero che Olly non sia stato votato dal pubblico femminile?

Non esclusivamente, certo, ma è innegabile che una buona fetta del voto sia arrivato dal suo pubblico, il cui target è ampiamente a tinte rosa (e non vogliatemene per l’accostamento cromatico che può sembrare sessista, ma è solo per rispettare l’iconografia attualmente in atto). Ma a parte ciò: perché dover trovare a tutti i costi delle motivazioni per giustificare l’assenza da un podio ricercandole in questioni che con la musica, in questo caso, hanno ben poco a che fare?
Non mi sembra che l’anno scorso, dopo la vittoria di Angelina Mango qualcuno abbia urlato al miracolo per la vittoria di una donna. Ad essere premiato, in una competizione onesta, dev’essere esclusivamente il merito. Ma se, per qualsiasi motivo, un brano portato da una cantante non viene apprezzato a tal punto da non finire fra i primi classificati, immediatamente è uno scandalo. Qualcosa del discorso non torna.
Inoltre Elodie ha commentato riguardo all’assenza di rispetto per la carriera di Giorgia, che avrebbe meritato un riconoscimento più importante per la sua partecipazione al Festival.
Ragionando in questo modo per Massimo Ranieri cos’avremmo dovuto fare? Primo posto ad honorem? Il punto della questione, ovviamente, non è una critica al femminismo e alle lotte che quotidianamente porta avanti per la parità dei diritti di tutte le donne, sacrosanti, che tutti quanti dobbiamo far rispettare, in primis noi uomini.
Il problema è quando queste lotte vengono portate all’eccesso, esacerbate fino a perdere di senso e diventare solo una macchietta fine a sé stessa. Se si pensa che le artiste donna meritino più rispetto e riconoscimento, non penso sia criticando la classifica finale del Festival di Sanremo che si cambieranno le cose.
Ah, giusto per concludere con una stilettata finale leggermente più avvelenata, però, vorrei citare le parole che Highsnob ha riportato in una sua Instagram Story:
“La prossima volta, visto che spesso la partecipazione di queste artiste è data per scontata, e entrano di default senza neanche avere ancora il brano in mano mentre tanti altri si sbattono per scrivere qualcosa di importante che possa davvero colpire il pubblico, ecco la prossima volta magari, provate a scrivervi il brano da sole invece di chiamare 9 autori tutto maschi per poi incolpare di maschilismo l’industria musicale”.
Certo, una provocazione davvero singolare ma che ci fa riflettere ulteriormente sulla questione. Ha davvero senso parlare di complotto, sessismo e mancanza di rispetto per le artiste, in questa situazione?
Noi crediamo assolutamente di no.
Tags: Giorgia, Sanremo 2025








