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Legno – Everest [RECENSIONE]

Legno è il progetto indipendente formato da due ragazzi toscani sotto l’ala dell’etichetta Matilde Dischi, fuori dallo scorso venerdì con “Everest”, una ballad malinconica che ci fa respirare ed intuire cosa vuol dire amare per i due artisti.

“E adesso che rimango, sulla vetta di un rimpianto”: una delle speranze più grandi del genere umano è quella di vivere una vita senza rimpianti, senza avere pensieri ossessivi che ci fanno chiedere costantemente “come sarebbe andata se…”. In amore è tutto aggrovigliato: il caos del provare qualcosa di forte per qualcuno che fino a una settimana prima non era nessuno, la confusione nel rendersi conto di sorridere guardando gli oggetti più banali semplicemente perchè ci ricordano quella persona, gioire per ogni piccola dimostrazione di attenzione, che sia il ricordo di qualcosa detto tempo fa o semplicemente un bigliettino con scritto “ti amo” lasciato sul bancone della cucina prima di uscire per andare al lavoro.

Quando troviamo una persona che ci capisce così in profondità che quasi ci spaventa, non vorremmo mai lasciarla andare, ma allo stesso tempo siamo preoccupati di come sarebbe ritrovarsi senza di essa. Spesso per paura decidiamo di non rischiare, per tutelarci scegliamo di rimanere ai piedi di quell’Everest e di non scalarlo: magari sulla vetta potremmo trovare tutto l’amore del mondo, ma siamo talmente impauriti di rimanere senza che chiudiamo tutte le porte ancora prima che una storia possa diventare importante.

La sfida più grande della vita non è trovare il vero amore, ma riconoscerlo e rendersi conto che ce l’abbiamo davanti, che ci stiamo specchiando negli occhi di quella persona che vorremmo amare per tutta la vita, e allora digrignamo i denti, anche se siamo stanchi, per continuare a scalare la parete del loro muro di protezione, fino a ritrovarci cuore contro cuore.

Il romanticismo profondo dei Legno ci trafigge e ci fa volare verso i nostri rimpianti, aprendoci gli occhi su tutte le cose che avremmo potuto fare diversamente se solo non fossimo stati bloccati dalla paura: di sbagliare, ma soprattutto di soffrire.

TESTI
4/5
MUSICA
3.7/5
ORIGINALITA'
3.7/5

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