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Leon Faun – LEON | Recensione | Primo Ascolto

Come diceva Caparezza diversi anni fa, il secondo album è spesso un passaggio complesso per un artista. Quando il primo progetto ottiene grande successo, le aspettative aumentano, mettendo il cantante sotto stress per offrire un lavoro all’altezza.

Leon Faun è tornato con il nuovo album “LEON“, dopo il clamoroso successo di “C’era una volta”, recentemente certificato disco d’oro. Questo nuovo progetto si discosta completamente dal precedente: a conferma di ciò, nonostante il numero di brani sia simile, il rapper ha deciso per l’occasione di non affidarsi a collaborazioni esterne, con l’intento di esprimere se stesso in modo autentico.

Durante la conferenza stampa di presentazione, Leon ha infatti dichiarato il suo desiderio di raccontare la sua vera essenza, per offrire al pubblico un lavoro che tratti la vita reale anziché mondi immaginari. La copertina e l’iconografia dell’album presentano una tela bianca, simboleggiante la volontà dell’artista di riempirla con i colori delle sue emozioni, rappresentate attraverso ogni sfumatura cromatica.

La più profonda e significativa è la rabbia, che si tramuta in una forza e un ostacolo per Leon Faun, ma c’è spazio anche per la malinconia, l’amore e la frustrazione. Le produzioni di Duffy, False, Eiemgei e Sick Luke accompagnano il canto e la scrittura di Leon, offrendo una varietà di suoni e stili musicali, che vanno dal rap al punk, dal pop all’indie.

“LEON” è in definitiva un progetto musicale originale, nato dalla necessità di Faun di esprimere la propria personalità attraverso la musica. Il 22enne artista romano si conferma come uno degli artisti più interessanti del panorama attuale, e ci auguriamo che questo album possa far scoprire le sue qualità a un pubblico sempre più ampio.

Traccia preferita: “Pe Na Vita”

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