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“L’evoluzione” degli EMOTU passa dalla loro emotività, senza alcuna logica di mercato [INTERVISTA]

L’arte di trasformare emozioni profonde in musica ha preso vita nel nuovo concept album degli EMOTU, “L’evoluzione“. Uscito per Bit Records il 24 gennaio 2024, questo progetto intreccia sintetizzatori avveniristici, sonorità acustiche e inserti rock, per esplorare la complessità dell’animo umano.

Dalla depressione all’autenticità dell’amore, gli EMOTU raccontano storie universali con una profondità straordinaria: scopriamo insieme alla band le caratteristiche di questo viaggio emotivo, ripercorrendo anche i loro trascorsi artistici senza tralasciare l’attualità.

Ciao, benvenuti su Primo Ascolto. Poche settimane fa è uscito “L’evoluzione”, l’album che certifica a tutti gli effetti il vostro ritorno sul mercato discografico. Quali sono le aspettative che riversate su questo nuovo lavoro?

Ciao, intanto ringraziamo voi, Primo Ascolto, per averci ospitato nelle vostre pagine. In tutta onestà le aspettative che abbiamo per un album che va in controtendenza con il mercato discografico, non seguono le logiche e le aspettative che ci si immagina quando ci si confronta con questo mondo. Pensiamo infatti di aver fatto un lavoro di “rottura”, una scelta ponderata, un rischio, ma francamente salire sul carrozzone delle mode e delle tendenze attuali non ci interessava, visto anche l’eccesso spropositato di proposte “conformi” già presenti sul mercato.

Avete iniziato a scrivere questo album nel 2021, ma è stato rilasciato solamente poche settimane fa: a cosa è dovuto questo lungo periodo di gestazione?

Questo periodo fra eventi sociali, pandemie e guerre ha fatto saltare molti piani a tanti, noi compresi. La musica se ricordiamo, negli anni più complicati delle chiusure, dei coprifuoco, dei blocchi è rimasta pressochè ferma, cosa che nel frattempo ne ha cambiato anche l’identità: se guardiamo alla situazione musicale prima e dopo il Covid notiamo differenze. Tutto questo ci ha consigliato di dilatare i tempi, di attendere l’evolversi della situazione per scegliere la strada a noi più confacente.

Anche “Meccanismi Imperfetti”, così come questo progetto, era un album molto emotivo: l’ispirazione principale che sta dietro ai due lavori può considerarsi simile?

L’Ispirazione di tutte le nostre canzoni derivano da storie personali o vissute da vicino, ma anche interpretazioni di situazioni in cui abbiamo immaginato essere protagonisti nella canzone, anche se appartenevano ad eventi o persone esterne. Per cui sì, le nostre canzoni nascono dalle zone più viscerali dell’emotività, con l’unica differenza che fra “Meccanismi Imperfetti” e “L’Evoluzione” è stata fatta un’operazione di ricerca del suono e degli arrangiamenti più ponderata, questo dovuto anche al maggiore tempo occorso per la sua produzione.

C’è un messaggio particolare che sperate il pubblico possa cogliere ascoltando il nuovo album? Sicuramente un ascolto oculato delle liriche ha la capacità di scuotere il fruitore finale, o almeno questa è stata la mia personalissima sensazione..

Le nostre canzoni sono veicoli per i messaggi, sono il postino che ti recapita la lettera di un lontano amico come si faceva un tempo. Ogni canzone è una situazione ed in ogni situazione esprimiamo un concetto, per cui ogni canzone ha un suo messaggio, però avendolo concepito in modo concept questo album ha una sua morale conclusiva, quella della necessità per l’uomo di progredire verso un nuovo step umano, sociale, di rapporti fra persone, etnie, diversità.

La divisione del vostro Spotify in due profili separati mi ha fatto un po’ riflettere sul beneficio della scelta: non pensate che chi voglia avvicinarsi al vostro mondo sia curioso di conoscerne il pregresso?

In realtà sono due storie differenti che portano lo stesso nome. Fu una scelta nostra di mantenere il nome di un progetto concluso perchè in fondo ci piaceva: quando fu fatta quella scelta non pensavamo alle conseguenze ed agli sviluppi delle piattaforme negli anni a venire.

Passiamo per un attimo all’attualità, comparandola sempre con il vostro passato. Rispetto ai vostri esordi il mondo musicale e discografico ha subìto delle notevoli modifiche: l’evoluzione dei social, l’avvento delle piattaforme streaming e più recentemente l’intelligenza artificiale hanno cambiato completamente il modo di lavorare all’interno del settore. È un qualcosa che ha destabilizzato il vostro modo di suonare e di proporvi?

No, siamo consapevoli del mercato in continuo subbuglio e cambiamento, e finchè riusciamo siamo del tutto aperti ad adattarci ai tempi che cambiano. Fin dal progetto passato fummo fra i primi ad utilizzare internet per la diffusione della nostra musica, e si parla del 2005, quando tutto era ancora da esplodere: Spotify non esisteva ancora e i nostri colleghi musicisti ci prendevano in giro per questa scelta. Un nostro singolo poi, “Nilogrigio” fra versioni originali o remixate da alcuni DJ finì in decine di compilations per il download digitale (ma anche su supporto fisico). Mentre riguardo l’AI il nostro videoclip del singolo “L’evoluzione” è interamente realizzato con l’intelligenza artificiale, lo abbiamo fatto consapevolmente e provocatoriamente come è ovvio che sia…perchè? per smuovere un pò i pensieri…

Prima dell’intervista ho ripercorso la vostra bio, dunque volevo focalizzarmi su quanto successo durante il vostro ultimo decennio a livello di esperienze. Quale di queste è quella che ricordate con maggiore affetto? Mi riferisco ai live al fianco di gruppi del calibro dei Negramaro o Le Vibrazioni, ma anche alle duplici partecipazioni al Sanremo Rock…

Forse il punto più emozionante fu il DEEJAY ON STAGE nel 2018, vuoi perchè quella sera in piazza Roma a Riccione c’erano non meno di 10 mila persone, vuoi perchè suonammo prima delle Vibrazioni e Merk&Kremont, vuoi perchè presentavano Rudy Zerbi, Andrea e Michele e La Pina, vuoi il collegamento con Fiorello proprio mentre eravamo sul palco e ci apprestavamo a suonare…insomma ci passò sopra un uragano… Ma anche la puntata a noi dedicata ed il live radio in acustico a Rai Radio 2 ospiti di John Vignola fu speciale.

A proposito di concerti, prima di salutarci vi chiedo: ci sarà modo di apprezzare dal vivo “L’evoluzione” nei prossimi mesi?

Certamente, stiamo programmandoci per una serie di live in elettrico a partire dall’autunno, mentre al momento siamo impegnati in fase promozionale nel fare piccoli live acustici per le radio in cui siamo ospiti e agli showcase di presentazione del nuovo album.

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