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LINEA 77 – SERVER SIRENA [RECENSIONE]

“Alla ricerca di una nuova evoluzione”.
Così cantavano quasi quindici anni fa i Linea 77: Emi era ancora saldamente il cardine della band, la quale era considerata un punto di riferimento per la musica crossover made in Italy, anche se gli esordi sono sopratutto in lingua inglese. 
Esordi lontani, perchè i Linea 77 sono attivi dalla metà degli anni ’90, riuscendo lentamente ad imporsi in tutto lo stivale e non solo: svariati concerti in giro per l’Europa ne hanno aumentato l’esperienza e la credibilità, minata nel 2012 dall’allontanamento tutt’ora avvolto nel mistero del prima citato Emi. Inizia un periodo complicato per la band piemontese, che prova a ritrovare un’identità che sembra smarrita e che vede i fan dividersi per le scelte artistiche: gli EP pubblicati nel corso degli ultimi sette anni non convincono pienamente, a parte il più recente “Oh!”, del 2015, che prova a riavvicinarsi alle sonorità dei primi Linea 77.

La cosiddetta “evoluzione” inizialmente citata prosegue a tutti gli effetti con “Server Sirena”, un nuovo EP contenente solamente sei brani, che ospitano tanti artisti di spicco della scena torinese ed hip-hop italiana: una scelta maturata da collaborazioni ed amicizie, che visto il buon momento della scena rap nazionale non può che giovare al nu metal / crossover dei Linea 77.

Il primo brano che incontriamo è quello che ha anticipato il progetto circa sei mesi fa, ovvero “AK77” con la collaborazione di Salmo e Slait: la band cresciuta all’ombra dei Murazzi dimostra di essere tornata a fare davvero sul serio, coaudivata da un’ottima performance in particolar modo del rapper di Olbia, pienamente a suo agio con le sonorità hardcore propinate dagli autori del progetto. Nella seguente “Sangue nero”, invece, a collaborare è un altro rapper ed icona di Torino, Ensi, con il quale la band critica la cattiveria e l’inettitudine dell’essere umano, tacciato di essere la vera rovina del mondo.

La terza traccia è “Cielo Piombo” in collaborazione con Samuel dei Subsonica, altra vecchia conoscenza della band oltre che concittadino: ne esce una bomba quasi ai livelli di “666 (Diabolus in Musica)”, che invita a non farsi trovare impreparati dalle difficoltà della vita, anche nei momenti peggiori; la drum and bass di “Play & Rewind”, dopo un attimo di esitazione iniziale, ci dà una certezza: i Linea 77 hanno deciso di fare tutto quello che gli passa per la testa, che gli piace e che a detta loro può funzionare; lodevole Hell Raton, ma magistrale Caparezza, in vero stato di grazia.

L’introversa e depressa “Prison” con Axos anticipa l’ultima traccia del progetto, “Senzalternativa” featuring Jack The Smoker: la band qui torna su sonorità prettamente crossover ed elettroniche, regalandoci un ottimo testo che punta il dito contro il complottismo del potere e confermandoci l’impressione positiva recepita dalle ultime prestazioni del 36enne rapper milanese. 

In definitiva “Server Sirena” è da considerarsi davvero un buon lavoro, grazie anche alla regia di Bob Cornelius Rifo dei Bloody Beetroots, specialista nell’esaltare situazioni controverse e particolari come questa: l’unione tra rap e crossover / nu metal esiste da parecchio tempo, ma non è mai da darsi per scontata. Rimpiangiamo e non comprendiamo la breve durata del lavoro, che include appunto solamente sei brani: sarebbe stato interessante integrare all’interno del progetto almeno un paio di brani con i soli Linea 77 protagonisti, per capire a che punto è davvero la loro “ricerca di una nuova evoluzione”.

 

TRACCIA PREFERITA: CIELO PIOMBO

GIUDIZIO FINALE
7/10
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