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Luca Francioso – Forma | Recensione | Primo Ascolto

È disponibile da quest’oggi sulle principali piattaforme streaming il nuovo progetto di Luca Francioso, che per la prima volta si affida ad un extended play totalmente cantato per svelarci il suo lato cantautorale. “Forma“, titolo del lavoro, va a racchiudere i brani interpretati vocalmente dall’artista calabrese e rilasciati dal 2020 ad oggi, con l’aggiunta della titletrack come inedito.

Per l’occasione, Francioso ha dato ulteriore sfogo alla sua poliedricità: l’EP “Forma” è stato composto, arrangiato, suonato, cantato, registrato, editato, impaginato e prodotto dallo stesso autore, che ha rimixato e rimasterizzato anche quei pezzi già pubblicati. La scelta di effettuare la release proprio quest’oggi, domenica 19 maggio, è inoltre dovuta ad un evento particolare come il compleanno di Francioso, che compie 48 anni e a cui porgiamo i nostri più sentiti auguri.

Ovviamente chitarra e voce sono gli elementi cardine dell’intero lavoro, che si apre con il brano “Me stesso”, il primo di questa serie in ordine temporale e rilasciato nel 2020. Questo segna un momento significativo nella carriera di Luca Francioso, essendo la prima canzone in cui utilizza la sua voce dopo ventitré anni in cui la chitarra è stata il suo unico mezzo espressivo. In “Me stesso” l’artista propone un’introspezione profonda e un’espressione personale ed accurata, che rivela una presa di posizione nitida: scendere a compromessi non è mai stata nella sua indole, nella musica come nella vita.

Con “Il rifugio”, rilasciata nel dicembre 2021, Francioso mantiene la medesima corrente di pensiero, sempre attraverso un analisi molto introspettiva che però, questa volta, fa indirettamente riferimento alla fastilfe dei tempi moderni, da cui a volte è necessario nascondersi per ritrovare uno status di serenità interiore.

Giungiamo con “Frontiera” ai brani che hanno visto la luce più recentemente, e che ci hanno regalato nuove sfumature dello stile cantautorale dello stesso Francioso. Qui l’artista esplora i confini dell’animo umano, oscillando tra ragione e passione e regalandoci una preziosa metafora della vita, la stessa che ci pone costantemente di fronte alla scelta tra logica e sentimento; la chitarra, in questo pezzo, diventa più insistente, andando così a sottolineare la modulazione musicale e i pensieri profondi dell’artista.

“Diventare” ha visto la luce poche settimane fa, ed è forse il pezzo che mette meglio in mostra le doti vocali di Francioso; qui una struttura ritmica più robusta accompagna una leggera autocritica, che riflette sulla crescita personale di ognuno di noi. Il testo va infatti a porre delle valutazioni sul concetto di limite, spesso inteso come una barriera insormontabile ma che andrebbe considerato come un punto di partenza, nel tentativo di migliorarci.

A chiudere il lavoro troviamo il già citato inedito, che dà il titolo all’intero EP: in “Forma” Francioso invita a ripartire dopo un errore, sostantivo con cui dobbiamo imparare a convivere ed accettarlo, perché parte integrante della nostra esistenza. Qui le liriche descrivono il personale rapporto dell’autore con lo sbaglio, la cui ossessione rischerebbe di condizionarne il percorso artistico e personale. Nelle strofe, Francioso racconta un lato del suo carattere che per molti può essere inteso anche come un difetto: la ricerca del perfezionismo. Come abbiamo potuto constatare ed apprezzare negli ultimi anni anche noi di Primo Ascolto, la cura del dettaglio per Luca è fondamentale, ed è probabilmente uno degli aspetti che hanno inciso maggiormente nel renderlo l’artista trasversale che è ora.

L’errore, nella tessitura della nostra esistenza, è sicuramente un filo inestricabile che si intreccia con la trama del divenire. Non è un semplice scarto dal corretto, ma un elemento costitutivo dell’essere umano, una fenomenologia dell’apprendimento che ci plasma e ci definisce. Platone, nel “Menone”, sostiene che l’errore nasca dall’ignoranza, ma è proprio attraverso esso che si insegue la “maieutica della conoscenza”.

All’interno della trama disegnata in questo progetto, Luca Francioso ci porta nel suo personalissimo viaggio, in cui spesso emerge una dicotomia tra il proprio pensiero ed il mondo circostante; ogni brano è un capitolo di un racconto più grande, dove la voce e la chitarra dell’artista s’intrecciano in una danza di introspezione e rivelazione, tra crescita e scoperta: l’errore può diventa maestro e la perfezione un orizzonte sempre in movimento. Coadiuvato da arrangiamenti ed esecuzione impeccabili, “Forma” si rivela un lavoro maturo e costruttivo che riesce a mantenere un alto un livello qualitativo lirico e strumentale, celebrando il coraggio di essere imperfetti e abbracciando ogni sfumatura del nostro essere.

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