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LUCA FRANCIOSO – ME STESSO [RECENSIONE]

Una vita dedicata alla chitarra, imprescindibile compagna per quasi un quarto di secolo; poi, sopraggiunge l’impulso di esprimersi con mezzi diversi da quelli utilizzati durante la sua lunga carriera, cercando di dare risalto a determinate emozioni che con l’ausilio della sola musica sarebbero state complicate da descrivere. 
Luca Francioso in “Me stesso” racconta l’accantonamento delle influenze altrui per provare a dare libero sfogo alla propria personalità, sia nel campo più personale ed emotivo che in ambito lavorativo, anche a costo di sbagliare. 
Luca sceglie di inseguire i sogni, fidandosi dei sentori provenienti dal cuore: e non importa se l’estensione vocale dell’artista non è quella dei migliori interpreti, perché può sempre contare sulla trascinante forza dell’amica chitarra (sempre protagonista) e sullo stile cantautorale conciso e navigato assimilato durante i periodi dedicati ad un’altra sua grande passione, la scrittura, che lo ha portato a redarre diverse opere, romanzi e poesie. 
Groove velatamente mistico ed ipnotico, che mette in risalto l’arrangiamento unplugged plasmato dall’autore: Francioso utilizza la sua voce per infondere ulteriore ritmo e stabilità al brano, sciorinandoci con fermezza delle riflessioni piuttosto intime. 

“Me Stesso” è definibile come l’evoluzione di un particolare percorso artistico intrapreso dal 43enne artista calabrese: la sua poliedricità, siamo certi, sarà capace di impreziosire ulteriormente una carriera lavorativa di tutto rispetto. 

GIUDIZIO FINALE
6.8/10

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