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Luca Francioso – Umana dimensione [RECENSIONE]

Il musicista, scrittore e grafico Luca Francioso, in occasione dei festeggiamenti dei suoi 25 anni di carriera, propone il suo nuovo progetto colmo di una fitta e fruttuosa intersecazione sinestetica tra arte, musica e poesia.
Infatti, l’album “Umana dimensione” non è l’unico progetto previsto ma, assieme agli spartiti di ogni traccia, esso è collegato a un libro di poesie, “Scenari diVersi”, e a due disegni intitolati “la forma della cenere”.

Tutto questo materiale ha preso forma a partire dalla scrittura dei propri pensieri, in particolare da quelli emersi nella poesia: testo cardine è l’introduzione di “Scenari diVersi”, costituita da tre strofe di quattro versi ciascuna, la quale riflette sugli “scenari diversi dell’umana dimensione”.
Questa poesia si rivelò così fertile da donare vita e forma a ben 5 “scenari” diversi (Uomo, Arte, Azione, Reazione e Realtà), i quali contengono a loro volta 5 poesie ciascuno, tutte ruotanti attorno all’esperienza personale e ontologica che l’essere umano compie durante il percorso della propria vita.

A Francioso, però, la parola non bastò per esprimere tutto il significato delle proprie riflessioni, tant’è che sentì la necessità di rendere giustizia ai propri pensieri anche attraverso la musica, unico linguaggio tra le arti in grado di esprimere il non detto, l’inesprimibile.
Essendo comunque imparentate col significato espresso dalla poesia, le diverse tracce dell’album “Umana Dimensione” sono tutte di forte carattere evocativo, come ad esempio la prima, “Uomo su Tela”, brano in Mi Maggiore in tempo 6/8 tipico della giga, di cui viene conservato l’aspetto bucolico e popolare con una ostinata ripetizione della stessa cellula ritmico-melodica dal sapore nostalgico e cantilenante.

Inoltre, anche se la chitarra è utilizzata in stile idiomatico, le ritmiche si presentano facilmente memorizzabili non solo per le piacevoli linee melodiche o per l’utilizzo di tempi semplici ( “Umana dimensione”, ad esempio, è in 3/4 con un intro e uno special in 4/4) e tempi composti (come, il 12/8 de “Il buon combattimento”) ma anche per il vasto utilizzo di acciaccature e arpeggi che, assieme a sporadici armonici saggiamente posizionati, rendono ogni brano ben costruito, riuscendo a rimanere impressi nell’ascoltatore senza portarlo alla noia.

Tutta questa minuzia nei dettagli fa sì che l’ascolto e la lettura dei materiali proposti diventi un momento per l’ascoltatore di dedicarsi a sé stesso e di essere sollecitato al pensare sui diversi temi trattati in “Scenari diVersi” in maniera del tutto soggettiva, rendendo la propria esperienza di vita partecipe a quella manifestata dal linguaggio poetico e dal linguaggio musicale.
L’architettura artistico-musicale dell’album, con le sue melodie così piacevoli e così introspettive, accompagna l’ascoltatore in un viaggio sonoro dal forte carattere intimo ed evocativo, rendendolo così partecipe e, al tempo stesso, consapevole della propria “Umana dimensione”.

TRACCIA PREFERITA: Uomo su Tela

TESTI
4/5
MUSICA
4.5/5
ORIGINALITA'
4/5

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