
Sul dizionario Treccani la parola “DISINCANTO” indica la cessazione di un incantesimo o la condizione di chi è ormai privo di illusioni, guardando la realtà con maggiore obiettività e distacco.
Nasciamo e cresciamo in un sistema che, inevitabilmente, ci influenza e ci plasma fino a quando si arriva al punto di rottura, una scossa talmente forte da frammentare l’io e distruggere ogni certezza. Un epifania che possiamo paragonare allo strappo del velo di Maya di Schopenhauer: passaggio fondamentale per la scoperta della Verità e per una maggiore consapevolezza e libertà personale.
Un terremoto simile ha colpito anche Madame subito dopo il successo di ‘’L’AMORE’’, facendo crollare convinzioni e certezze. Non a caso il suo ultimo album si intitola proprio ‘’DISINCANTO’’: un titolo evocativo che racconta la fine di un’illusione e l’inizio di uno sguardo più lucido su ciò che si nasconde dietro il luccichio del mercato musicale. In questo progetto Madame si mette molto più a nudo rispetto agli altri dischi: la sua vulnerabilità è reale, sembra quasi scomoda e non viene mai romanticizzata. Tutto ciò che riguarda la salute mentale è narrato in modo diretto, sia perché vissuto in prima persona, sia per normalizzare ciò che spesso è un tabù, ma che oggi è molto più comune di quanto si pensi.

Il primo brano ‘’DISINCANTO’’ si apre con una dichiarazione netta: “Io non vivo più con sotto le istruzioni”. È una presa di posizione contro una società che costruisce regole, modelli e aspettative dentro cui incasellare l’individuo. In questa prospettiva, anche la religione può essere letta come un sistema di convenzioni, un tentativo umano di dare forma all’ignoto per paura del caos. Successivamente, con ‘’COME STAI?’’ Madame scende nel profondo della sua esperienza personale: ‘’In due anni non ho partorito un pezzo, sai sono stata in un ricovero per settimane e non mi alzo se non con gli psicofarmaci’’. Ci tiene a sottolineare che, in un mondo che pretende velocità e superficialità, la sua musica non è intrattenimento.
In ‘’MAI PIÙ’’, Madame mette da parte ogni filtro e denuncia il sistema musicale attraverso dei riferimenti testuali impliciti che ci fanno pensare a Shablo ed Esse Magazine: l’industria appare come una “fabbrica dell’orrore”, fatta di opportunismo, apparenza e logiche di mercato che schiacciano l’identità artistica. ‘’BESTIA’’ rappresenta un conflitto interiore difficile da nominare. È una lotta contro la parte più oscura che ci attraversa, quella che a volte si risveglia affamata di risposte e prende spazio fino a sovrapporsi all’identità, come un parassita silenzioso. Ma è proprio lì che non dobbiamo cedere: nel riconoscerla senza diventarla, nel disincantarsi senza perdersi.
All’interno di questo progetto troviamo anche un’atmosfera più frivola e ironica, tipica della scrittura di Madame, soprattutto nei brani più trap come ‘’PUTTANA SVIZZERA’’, in collaborazione con Nerissima Serpe, Papa V e 6occia. Una scelta che può sorprendere chi era legato all’atmosfera di ‘’L’AMORE’’, ma che in realtà rivela un bisogno di leggerezza: dopo due anni complessi, Francesca sembra aver avuto bisogno di riscoprire la musica anche come gioco e come piacere. Spesso dimentichiamo l’umanità degli artisti, caricandoli di aspettative in un sistema già saturo di pressione.

L’album si chiude con ‘’GRAZIE’’, uno dei momenti più intimi del progetto. Il brano è strutturato come una seduta terapeutica, un flusso di coscienza in cui l’artista butta fuori i suoi pensieri, quasi come fece Marracash in ‘’Dubbi’’: qui è Francesca a parlare di sé, dei suoi affetti, dei farmaci che assume, della propria sessualità e del disturbo ossessivo compulsivo che viene sedato, ma resta comunque un’ombra costante. E proprio quando sembra che tutto debba trovare un senso, arriva quella frase, quasi sussurrata, che ribalta ogni prospettiva: “Ma non è così grave, no, non è così grave paragonata al mondo la mia vita è straordinaria.”
Dopo un capolavoro come ‘’’L’AMORE’’ è difficile immaginare di poter fare di meglio, ma questo rende ancora più valido quanto esposto in ‘’DISINCANTO’’, che è un progetto profondamente diverso: un passaggio necessario, che ci permette di avvicinarci ancora di più a Madame, di comprenderla e di empatizzare. Perché la musica non è semplice intrattenimento, ma è un frammento di vita, un pezzo di anima che ci viene affidato.








