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MadMan – MM Vol. 5 | Recensione | Primo Ascolto

Dopo l’uscita di “LONEWOLF“, album che non è di sicuro tra quelli preferiti dai suoi fan e dalla critica, MadMan ritorna con una sua storica saga: quella dei mixtape. È uscito infatti “MM VOL. 5“, quinto atto di una serie che continua ormai dal 2013 e che, tra un album e l’altro, gli ha sempre permesso uno spazio di grande rilievo per esaltare le proprie abilità col flow e le sue barre in extrabeat, segni caratteristici della musica firmata MadMan.

Nonostante la libertà che ci si aspetta da un mixtape, “MM VOL. 5” porta con sé qualcosa di più di una semplice raccolta di brani, passando per diversi filoni tematici. C’è un MadMan più competitivo e dominante che rivendica il proprio posto all’interno della storia del rap italiano, attraverso pezzi brag rap; uno che ricerca un’evasione dalla società grazie a viaggi e utilizzo d’erba; uno che riflette sul tempo che passa e sulla sua eredità artistica, e infine un lato intimo che emerge nei pezzi più conscious del disco.

Si inizia proprio con un pezzo egotrip come “Volume 5”, nel quale il rapper annuncia che questo sarà l’ultimo mixtape, salvo poi ritrattare nell’ultima canzone. Il flow e il testo sono quelli caratteristici di MadMan, che, insieme a Nitro, firma subito dopo “Waterloo”, traccia che paragona la sconfitta subita da Napoleone a tutti i competitor che osano sfidare il duo, muovendosi su una produzione dark del producer Si chiude il discorso sul tempo con \”Senza Di Me\”, insieme a Johnny Marsiglia e Nayt, dove l’attenzione si sposta sull’eredità artistica che rimarrà in futuro e sul ruolo che MadMan ritiene di aver avuto nella costruzione della scena rap italiana contemporanea. Resta poi un parte più intima nel tape che emerge in canzoni come “Fuori Dai Radar”, “Pomeriggio Grigio” probabilmente una delle migliori della raccolta, “C’è Nessuno Pt.2” e la outro “Oggi Non C’è Il Sole”: dall’amore visto come rifugio dalla solitudine fino a riflessioni sul proprio stato mentale, MadMan abbandona il personaggio poco modesto e si rimette in gioco provando ad analizzarsi. “ho detto chiaro che era l\’ultimo ma da che pulpito, chissà se stavolta sarò sincero”.sardo Pherro. “è una tragedia annunciata, terra bruciata”.

Gli argomenti toccati in queste prime canzoni, e anche nella terza traccia “Clive Owen”, trovano la loro conclusione in “Pesi Massimi”, posse track insieme ad Ensi, Nerone e Mattaman, che mette il punto finale a questo filone e riporta a un boom bap dei primi anni Duemila. Lo stile di vita del rapper emerge poi in canzoni come “That’s A Lot”, insieme a Nello Taver, “Day Off” con Vegas Jones ed “Every Day” col solito Gemitaiz. In tutte e tre è presente il racconto della quotidianità, scandita dalla ricerca di un’evasione, sia fisica che mentale.

MadMan sente il bisogno di allontanarsi da una vita quotidiana fatta di pressioni; se a livello fisico basta viaggiare per staccarsi dal normale, per la parte mentale utilizza l’erba, che viene idolatrata a livello sia giocoso, come nel pezzo con Nello, che analizzata a livello più profondo. “da 20 anni in trip guardo il mondo da un oblò”.

Si passa anche per la questione del tempo, analizzato in tre canzoni che sembrano una il susseguirsi dell’altra: “Timeless”, insieme a Fibra e Joshua, è una canzone che celebra il passato e i suoi protagonisti, attraverso citazioni a film e a calciatori con un ritornello cucito sulle spalle del trentenne di origine congolese. “Ghibli” invece è una rivendicazione del presente: MadMan prova a dimostrare che, anche attualmente, si trova sopra a gran parte della scena per status e bravura. “la scorciatoia dei rappers è anche così è rubare qualsiasi trick il flow i contenuti e il beat i pezzi sembrano AI”.

Si chiude il discorso sul tempo con “Senza Di Me”, insieme a Johnny Marsiglia e Nayt, dove l’attenzione si sposta sull’eredità artistica che rimarrà in futuro e sul ruolo che MadMan ritiene di aver avuto nella costruzione della scena rap italiana contemporanea. Resta poi un parte più intima nel tape che emerge in canzoni come “Fuori Dai Radar”, “Pomeriggio Grigio” probabilmente una delle migliori della raccolta, “C’è Nessuno Pt.2” e la outro “Oggi Non C’è Il Sole”: dall’amore visto come rifugio dalla solitudine fino a riflessioni sul proprio stato mentale, MadMan abbandona il personaggio poco modesto e si rimette in gioco provando ad analizzarsi. “ho detto chiaro che era l’ultimo ma da che pulpito, chissà se stavolta sarò sincero”.

“MM Vol. 5” si rivela così qualcosa di più di un mixtape classico, più pensato e con dei featuring che stanno alla perfezione su ogni brano. Il concetto di tape si ritrova nelle produzioni curate da vari produttori che, da canzone a canzone, spaziano tra tantissime sonorità, risultando come qualcosa di grezzo e diverso da un semplice album.

Pur senza reinventare la formula della raccolta di canzoni, MadMan, riesce a darle maggiore profondità attraverso le idee sviluppate in scrittura e ad una consapevolezza ormai acquisita in anni di carriera, rendendolo il capitolo sicuramente più coeso.

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