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Mahmood, Blanco – Brividi [RECENSIONE]

Cosa dire di un brano la cui bellezza ha praticamente raccolto il consenso quasi unanime di una nazione intera? In questi giorni dedicati al Festival di Sanremo non si è parlato d’altro, dall’esperto di musica al bambino di 6 anni stiamo tutti, costantemente ed irrimediabilmente, canticchiando “Brividi” senza stancarci.
La prima performance al festival di Mahmood e Blanco ci ha rapiti senza lasciar molto spazio alla competizione con gli altri concorrenti in gara.

Ma perché “Brividi” ci piace tanto? Secondo noi si tratta di una combinazione di fattori vincenti. Primo tra tutti il blend delle voci: quella di Mahmood abbiamo imparato ad amarla negli anni per il suo timbro acuto e distintivo che, abilmente amalgamato con la voce calda di Blanco, genera un cocktail sonoro fresco e, scusate il gioco di parole, da brividi.

Le lyrics giocano un altro ruolo fondamentale: Mahmood scrive in maniera ricercata ma diretta, cifra stilistica è l’uso di terminologia appartenente al mondo dei cristalli e pietre preziose (cielo di perle, bici di diamanti); Blanco completa l’effetto con la sua solita schiettezza, elemento chiave d’identificazione con l’ascoltatore (“tu che sporchi il letto di vino, tu che mi mordi la pelle, tu sei come un pugile all’angolo”).

La produzione di Michelangelo è essenziale ma assicura l’effetto pelle d’oca grazie alla sapiente orchestrazione e alla bellezza dell’armonia ed il perfetto unisono delle voci.
In conclusione constatiamo che i record che questo brano sta accumulando in ascolti nell’arco di pochi giorni sono più che meritati: dita incrociate, ora, per il loro debutto in coppia all’Eurovision 2022, previsto il prossimo maggio a Torino.

 

TESTI
4/5
MUSICA
4.5/5
ORIGINALITA'
4.2/5

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