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MANTRA3 – Andata e Ritorno | Recensione | Primo Ascolto

Per poter comprendere al meglio “Andata e Ritorno” dei MANTRA3 è opportuno fare un attimo un passo indietro, più precisamente al lockdown del 2020.

Difatti, la genesi del progetto affonda le sue radici in tale periodo, quando il cantante e chitarrista Salvatore Cuffaro decide di “rispolverare” il suo vecchio PC, contenente alcuni brani e bozze da lui realizzate nel corso dei precedenti 15 anni.

Decide dunque di riscriverle assieme ad Angelo Nifosì, già suo collaboratore in passati progetti musicali. Con l’inserimento del batterista Simone Matarese e – ultimo ma non per importanza – del bassista Eugenio Pullano, la nuova formazione è al completo.
Da quel casuale ritrovamento, nascono dunque i MANTRA3 e i brani che compongono il loro album d’esordio, uscito lo scorso 24 novembre.

È importante tener conto di ciò perché le sonorità Alternative Rock da loro proposte si rifanno infatti alla pura essenza Dark Wave negli anni 90, senza tralasciare alcune contaminazioni dal metal. In tal senso, non sorprende la matrice ispiratoria dei testi: vita vissuta, problematiche sociali, citazioni ad opere letterarie, cinematografiche e vicende di cronaca.

All’interno del disco, troviamo ballate ipnotiche come la title-track “Andata e Ritorno” (apprezzatissimo l’omaggio al film Donnie Darko), ma anche pezzi più incalzanti come “Apatia” o “Stati di Alienazione”. Non dispiace neppure la scelta di cimentarsi con l’inglese in “Operation Freedom”, seppur mantenendo una certa preferenza verso la loro resa in italiano.

Talvolta, il cantato finisce per essere sovrastato dalla melodia: una scelta probabilmente dettata da una precisa volontà della band calabrese. Ciò non intacca comunque il giudizio positivo sull’opera prima dei MANTRA3, le cui potenzialità sono evidenti.

Traccia preferita: “Andata e Ritorno”

 

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