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Marcello Capozzi – Offshore (prima stagione) [RECENSIONE]

Il cantautore Marcello Capozzi ritorna sul mercato musicale con la prima stagione del suo nuovo album “Offshore”, rilasciato lo scorso 21 settembre con la label “I Dischi del Minollo”. Si tratta di un progetto suddiviso in tre diversi capitoli, il cui fil rouge è un personaggio che possiamo assimilare al cantautore stesso che si muove tra Italia ed Inghilterra, vivendo anche avventure multidimensionali. L’ album, molto curato e frutto della collaborazione di numerosi professionisti, presenta cambi di sonorità, mai casuali, ed una progressiva transizione dalla lingua italiana a quella inglese, a sottolineare anche il viaggio fisico compiuto dal protagonista, che cerca approvazione in un paese diverso da quello natale. Gli studi filosofici intrapresi da Capozzi trovano spazio all’interno di testi che necessitano di una profonda attenzione per apprezzarne la comprensione, senza farci distrarre dalle voci distorte e dal ritmo delle canzoni, che parte tenue con rumori di sottofondo fino ad arrivare a delle sonorità prettamente rock che ci guidano verso la fine di questa prima parte.
La frase ‘I parenti che non ho votato’ apre “Modello 730”, primo dei tre brani che compongono il progetto e che ci inserisce all’interno della burocrazia italiana: l’artista procede alla compilazione di una metaforica dichiarazione dei redditi, naturalmente in contrasto con uno dei significati della parola “Offshore”, richiamo dei cosiddetti paradisi fiscali come perfetti nascondigli di capitali illegali. Il viaggio verso l’Inghilterra inizia, metà in italiano e metà in inglese, con “Dei miei stivali”, brano malinconico in cui il protagonista si distacca totalmente dalla propria comunità di origine nella quale non riesce più a trovare un posto; “London Bridge” ci accompagna invece verso la fine di questo capitolo in modo più ritmato e ottimista, verso un futuro pieno di possibilità.
Marcello Capozzi è sicuramente un artista da non perdere di vista, la cui complessità si fa particolarmente apprezzare dopo qualche ascolto: non ci resta dunque che aspettare i due capitoli successivi di “Offshore”, per altri viaggi verso l’universo.

TRACCIA PREFERITA: London Bridge

TESTI
3.2/5
MUSICA
4.2/5
ORIGINALITA'
3.7/5

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