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MARCO GEDI – MARCO GEDI [RECENSIONE]

Certi amori non finiscono: quando il rock lo percepisci sottopelle è difficile accantonarlo. 
Lo sa bene Marco Gedi, alla ricerca della propria identità artistica tra tante evoluzioni: dopo il pop – dance all’inizio della carriera solista e l’esperienza in una tribute band ecco l’EP omonimo, con cinque brani a suggellare tutta l’esperienza accumulata in questi anni. 
Ne esce così un prodotto musicalmente variegato, che si destreggia in maniera multiforme anche a livello di tematiche: dopo l’imprecazione contro la vita della traccia d’apertura, infatti, Gedi cambia completamente mood e si addentra nelle proprie complicazioni sentimentali, con spazio anche a qualche sarcastica critica sociale (“Plagio” docet).
Liricamente l’artista si dimostra molto diretto e fin troppo accessibile, e dal suo stile trasuda una sottile proclività (anche melodica) che ricorda il punk italiano anni ’90: c’è da lavorare per sgrezzare le proprie peculiarità, anche vocali, che non vengono spalleggiate a dovere dal livello qualitativo complessivo dell’autoproduzione. 

TESTI
3/5
MUSICA
3/5
ORIGINALITA'
3.5/5

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