
Con “Perfetto imperfetto”, Marco Masini firma uno dei lavori più coerenti e maturi della sua carriera recente: un disco che osserva la contemporaneità, la metabolizza e la restituisce, attraverso quel linguaggio che gli appartiene da sempre.
Dieci brani inediti che si muovono tra introspezione, fragilità e consapevolezza, costruendo un percorso circolare che si apre con “Perfetto” e si chiude con “Imperfetto”, come due poli opposti della stessa identità.
L’avvio con “Perfetto” è emblematico: una struttura melodica classica, pulita, quasi rassicurante, che accompagna una riflessione sulla ricerca della felicità, intesa non come traguardo ma come tensione continua. Masini torna a un’impostazione cantautorale tradizionale, lasciando che sia la melodia a guidare l’emotività. Il secondo brano, “E poi ti ho visto cadere”, è uno dei momenti più intensi del disco: le sonorità anni ’80 rivisitate fanno da cornice a un testo che racconta la fine di un amore e il dolore di assistere alla “caduta” dell’altro, sapendo di esserne la causa. Masini stesso ha definito il brano come il racconto di quando un amore cambia forma e “certe cadute fanno male a entrambi”; una confessione nuda, diretta, che si incastra perfettamente nel mood nostalgico della produzione.

Con “Gotham City” il disco rallenta e si fa più contemplativo: una ballad sentimentale che invita a smettere di sacrificare la propria vita sull’altare delle difficoltà esistenziali, dove Masini suggerisce di non trasformare la quotidianità in una lotta continua, ma di recuperare uno spazio di umanità. “Il mio lato opposto” introduce una veste pop‑rock più intensa: il testo, costruito su immagini di doppiezza e smarrimento, racconta la difficoltà di riconoscersi, di accettare quella parte di sé che sfugge al controllo. Il ritornello, quasi liberatorio, mette a fuoco il tema dell’identità frammentata, già evidente nei versi in cui il protagonista non si riconosce “in quello nello specchio”.
Con “Di più” i toni si placano, ma non l’emotività: Masini celebra la personalità di lei, mettendo al centro un sentimento che non ha bisogno di eccessi per essere credibile. È uno dei brani più morbidi del disco, costruito su un equilibrio delicato.
“Lolita come stai?”, in collaborazione con Ciao sono Vale, è un duetto atipico ma sorprendentemente efficace: racconta la storia di una ventenne alle prese con fragilità, pressioni e paure generazionali, con la voce giovane dell’ospite che offre contrasto propedeutico al brano, rendendolo uno dei momenti più narrativi del progetto.

“Bianco Ghiaccio” torna alla dimensione della ballad, con un’atmosfera sospesa che racconta l’attesa e il silenzio emotivo, mentre “E la vita accade” invita a credere nelle emozioni che attraversano le nostre esistenze, senza anestetizzarle. In “Quando tornerai da me” Masini immagina le conseguenze di un ritorno, costruendo una struttura classica che valorizza la sua vocalità più calda e malinconica. Il cerchio si chiude con “Imperfetto”, brano che riconosce errori, limiti e difetti, specchio di un mondo che vive nella contraddizione: la sintesi perfetta del percorso emotivo del disco.
Nonostante sia musicalmente molto godibile, “Perfetto imperfetto” non cerca vita radiofonica o ‘virale’, e proprio per questo risulta autentico. Masini rimane fedele al suo percorso, consegnando un progetto inevitabilmente maturo, che irrobustisce il suo bagaglio discografico e regala ai fan un lavoro sincero, coerente e profondamente umano.








