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Marinelli – Blu [RECENSIONE]

Con alle spalle ben tre album totalmente diversi per approccio melodico, Marinelli pubblica il suo primo progetto da solista intitolato “Blu”, disponibile da quest’oggi ed edito per la label lombarda Manita Dischi.
Dieci tracce caratterizzate da un pop cantautorale ben assortito, in cui la nostalgia la fa da padrona per buona parte del lavoro: è tangibile in “Fanta”, ma anche nella malinconica “Nei” e nei brani d’apertura e di chiusura, in cui l’artista si fa accompagnare dalla sola chitarra (“Blu”, la titletrack) o dal preponderante utilizzo del pianoforte (“Sale”), suoi primi amori d’infanzia.
Ci sarà spazio anche per qualche digressione più spensierata (“James Dean”, “Sti cazzi”) o melodicamente più incalzante oltre che velatamente vintage, come la funky-pop “Collezione”; ma è sempre il fattore emozionale a conquistarci maggiormente, come succede con l’intima e toccante fotografia di “Bologna”.
I testi di Marinelli sono costantemente accessibili ma mai banali, e forse questo è il suo vero punto di forza: “Blu” è un prodotto che non sconvolge le regole del mercato, ma che si fa apprezzare per la spontaneità con cui l’artista espone i personali e variegati sommovimenti emozionali.

TRACCIA PREFERITA: BOLOGNA

 

TESTI
3.7/5
MUSICA
3.5/5
ORIGINALITA'
3.5/5

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