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Mattia Cortivo Leonardi – Prelude in C major, Op. 3 [RECENSIONE]

L’eleganza e la ricercatezza timbrico-sonora delle composizioni del francese Achille-Claude Debussy, spesso, nacquero da profonde suggestioni sorte dalle correnti pittoriche a lui coeve (impressionismo, simbolismo e pittura Fauves).
In particolare, con tali correnti artistiche, Debussy condivise un’arte fatta di accenni, di misteriose analogie, poiché l’arte non dice tutto, ma lascia un alone di indeterminazione intorno a quanto viene accennato, lasciando il restante compito all’Immaginazione. Basti pensare ai Nocturnes, il quale riferimento extramusicale riguardava la pittura di Whislter e, in particolare, i suoi “studi di grigi”. Tra di essi spicca certamente Nuages, definita dallo stesso Debussy come uno “studio sull’aspetto immutato del cielo col cammino lento e malinconico delle nuvole”.
La nuova composizione del compositore e pianista padovano Mattia Cortivo Leonardi, intitolata “Preludio in C major, Op.3”, nasce anch’essa dall’ispirazione suscitata dalla pittura, in particolare dal meraviglioso quadro di Gustav Klimt “Le tre età della Donna” del 1905.
Tale opera, realizzata nel cosiddetto “periodo della maturità” dell’artista, fa coesistere, all’interno di uno spazio assai ristretto, tre donne raffiguranti tre diverse fasi della vita (infanzia, maternità e vecchiaia) ponendole in un diretto confronto dal forte impatto e contrasto visivo.
La delicatezza e l’abilità agogica di Mattia Cortivo Leopardi si presta meravigliosamente ad affrontare questo tema che, attraverso un attento e luminoso clavicembalismo alla Couperin, trasforma l’allegoria klimtiana in elogio all’universo femminile, alla sua eleganza, alla sua sensualità e vitalità, creando così una composizione di intenso patetismo e raffinatezza dalle reminiscenze estetico-sonore della musica pianistica di inizio XX secolo.

 

MUSICA
4.5/5
ORIGINALITA'
4/5

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