info@primoascolto.it

Maurizio Carucci – Respiro [RECENSIONE]

Maurizio Carucci esce con “Respiro”, il suo album di esordio da solista e ci scioglie il cuore con una parola d’ordine: semplicità. Come un abito nero elegante questo album si infila nella nostra libreria musicale con l’intento di rimanerci: le tracce sono ricercate ma mai scontate, mentre l’album in sé è genericamente classificabile come un lavoro cantautoriale che strizza l’occhio all’indie; per quanto riguarda invece gli arrangiamenti e le produzioni le sonorità si muovono dall’electro-pop al soul, con soluzioni accordali stimolanti.

L’album si apre con “Metà Mattina” il cui ritornello è impossibile da dimenticare: si muove infatti su un mantra, insistendo sulle parole “Ti voglio bene, anche se non riesco a dirtelo”, ed è una canzone che si presta a dediche e momenti di riflessione su noi stessi e le persone care davvero.

A seguire troviamo un excursus di cartoline dalla vita, come in “Planisfero”, dove l’autore dipinge un quadro sociale un po’ impressionista, un po’ astratto girando intorno al concetto: “Se siamo tutti uguali perché devo servirti il vino prima”. Traslando tra le arti il brano mi riporta un po’ al mondo di “Strappare lungo i bordi” di Zerocalcare, piccola opera di animazione attualissima che come questo brano ci ricorda che siamo solo piccole gocce in un oceano, solo fili d’erba in uno stesso prato.

Tutto l’album è accomunato da un retrogusto di nostalgia che trapela anche dalle tracce più spensierate come “Paura”, un brano davvero interessante che spezza un po’ il ritmo pianistico delle altre canzoni dell’album. In “Genova anni ’90” invece ci immergiamo in una vera e propria fotografia: immagini nitide di un passato non lontano ma comunque passato, con i suoi ricordi e le sue peculiarità.

Un elemento interessante è che tutto l’album è costellato di interventi di altri: si percepisce chiaramente come Carucci abbia aperto la sua scrittura alle persone che fanno parte della sua vita, tanto che in molti brani possiamo ascoltare messaggi audio ed interventi parlati che restituiscono all’album la sua natura veritiera e sincera.

Il mio brano preferito dell’album è “Sto bene”, pezzo che racconta la spensieratezza che solo il senso di innamoramento ci sa dare. Ricordo di aver ascoltato il brano quando uscì come singolo ed essermi sentita innamorata nonostante non lo fossi di nessuno e questa, a mio parere, è la forza incredibile della musica ben scritta.

Altro brano degno di nota è “Fauno”, in cui le liriche si spostano dal quotidiano al fatato in maniera fluida e perfettamente coerente attraverso una melodia vocale davvero interessante.

In generale “Respiro” è un ottimo lavoro cantautoriale, un viaggio tra le esperienze di chi ha un vissuto da raccontare e la necessità di farlo seguendo il proprio gusto musicale ed artistico.

TESTI
4/5
MUSICA
4/5
ORIGINALITA'
4/5

Tags: , ,

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *