
La narrativa viscerale di Mecna, coadiuvata alla produzione di Lvnar e Fudasca, emerge in “DISCORDIA, ARMONIA E ALTRI STATI D’ANIMO”, il nuovo progetto discografico del rapper: un disco che dà più peso al testo e alle parole, mantenendo la sperimentazione musicale dietro le quinte per creare un rapporto ancora più intimo con l’ascoltatore.
Corrado è una delle voci più autentiche del rap italiano, ed ha impiegato due anni per dare forma questo lavoro: un disco che nasce da un’urgenza personale, ovvero di raccontarsi senza filtri. Dopo l’EP “INTROSPEZIONE”, questo progetto segna un ritorno alla sua poetica più intima, dove il mondo esterno diventa specchio dell’interiorità tra fragilità, relazioni e rinascita.
“QUELLO CHE NON HO”, primo brano, ci ricorda che, spesso, ci sentiamo impostori dentro la nostra stessa vita: non riusciamo a riconoscerci degni di qualcosa di bello e vero, perdiamo anche ciò che non abbiamo, le luci che ci colpiscono ci accecano invece di metterci in risalto, e non capiamo quando mettere la parola fine. Siamo amici di tutti ma non ci fidiamo mai veramente di qualcuno, non possiamo permetterci di farci vedere deboli o vulnerabili, riusciamo a tirare un sospiro di sollievo solo quando siamo finalmente soli e possiamo mettere da parte la nostra maschera. Non sempre siamo in grado di riconoscerci davanti allo specchio, vogliamo solamente “SOGNARE IN GRANDE” ma poi diamo troppo peso alle opinioni delle persone attorno a noi. Restiamo fermi, guardando l’asfalto, e speriamo che l’oggetto del nostro desiderio riesca a leggere la nostra mente e venga a parlare per primo con noi: ci sentiamo dei ragazzini nel corpo di un adulto, mettiamo in discussione qualsiasi promessa, siamo confusi e agitati dentro un mondo che sta cambiando, e non riusciamo mai a credere al solito “andrà tutto bene”.

“ALFABETO” è una dedica ad un amore così puro, come quando togliamo la linguetta della lattina di Coca Cola sperando di far sempre uscire l’iniziale di chi volevamo accanto, ma eravamo sempre sfortunati. Proviamo ad entrare in una bolla fingendo che fuori non esista nulla a parte noi, ma inevitabilmente si torna sempre a vedere l’alba, anche quando preghiamo con tutte le nostre forze che non arrivi mai. Nella notte siamo sempre più vulnerabili: tutti i ricordi che cerchiamo di nascondere in un cassetto escono fuori, e sul sound di “Teenage dirtbag”, durante il ritornello di “DUE MOSTRI”, ci facciamo le domande giuste, dandoci sempre le risposte sbagliate. “QUANTO TI IMPORTA” di me? Lo chiediamo con il cuore in mano, spaventati dalla risposta ma allo stesso tempo curiosi di scoprirlo. Sentimenti che non riusciamo ad esprimere, cuori che abbiamo paura di spezzare e di dimenticare: a volte siamo più inclini a non iniziare per il terrore di vedere una fine di qualcosa che è troppo importante per noi, e allora restiamo fermi a vedere una schiena allontanarsi.
Non riusciamo a mettere veramente un punto e dimenticare i sentimenti che ci hanno legato, ogni volta finiamo ad ascoltare “LA STESSA CANZONE” che cantavamo insieme, con i ricordi che ci assalgono e riusciamo quasi a sentire l’altravoce che canta con noi. Resta l’unica soluzione possibile in questi tempi: la “TERAPIA” che prova a mantenere uniti i pezzi sparpagliati dentro di noi, un flusso di pensieri che ci sconvolge quando realizziamo che la persona che avevamo accanto era la nostra via d’uscita dal caos, la nostra porta aperta che non siamo riusciti a riconoscere in tempo. Con “TUTTO O NIENTE” siamo indecisi se fare entrare qualcuno nella nostra quotidianità, e Mecna, insieme a Mara Sattei si fa questa domanda: “quando mi guardi così non so se voglio stare qui a darti tutto oppure niente”, perchè non tutti sono in grado di gestire i nostri segreti e le nostre paranoie. Insieme a Tredici Pietro, Mecna ci ricorda che non sapremo mai cosa vogliamo veramente, siamo sicuri “SOLAMENTE DI TE”: anche se abbiamo fatto gli scemi con chiunque, alla fine siamo tornati a casa con l’unica persona che assomiglia di più a chi ci fa girare la testa, che non possiamo più avere.

Ritroviamo il ritornello di “fulmine a ciel sereno” di faccianuvola dentro il brano più complicato e personale dell’album: “A CIEL SERENO” affronta una delle tematiche più devastanti per una coppia, che attraverso i traumi può uscirne più unita o inevitabilmente sbriciolata. Una notizia può colpirci così forte, come un fulmine, come se non fossimo più degni di ricevere di nuovo la felicità di un raggio di sole, che però, alla fine, trova sempre il modo di ritornare da noi. “RITRATTI”, che ha anticipato l’uscita dell’album, è la degna conclusione del progetto, che racchiude al suo interno tutte le immagini che abbiamo trovato nel disco, ma soprattutto, ci ricorda che non sempre un fallimento è quello che sembra.
“DISCORDIA, ARMONIA E ALTRI STATI D’ANIMO” di Mecna ci è riuscito a proiettarci all’interno di una montagna russa emozionale, insegnadoci che è possibile rialzarsi dopo una caduta: perchè solo chi sbaglia può cambiare strada.
TRACCIA PREFERITA: Quanto ti importa








