info@primoascolto.it

MOBRICI – Supernova | Recensione | Primo Ascolto

‘’Supernova’’ è un disco che nasce dal punto di sospensione tra ciò che finisce e ciò che è in procinto di cominciare. Dopo l’esperienza nei Canova e un percorso solista sempre più personale, Matteo Mobrici sembra arrivato a un punto di massima espansione, come una stella che esplode per non spegnersi.

Il titolo è, infatti, molto significativo e unisce due tematiche importanti: l’omaggio ai fratelli Gallagher, fari del suo immaginario musicale, e la necessità di definire questa trasformazione intima. Qui la musica ha una funzione terapeutica: accoglie il qui e ora, dà corpo all’indecifrato e lo conserva come un diario segreto. Anche la produzione segue questa logica: suoni caldi, ma a tratti malinconici, e chitarre che convivono con synth opachi, come se ogni arrangiamento fosse una luce accesa in un corridoio lungo. Nonostante ci, è un disco che vuole emanare leggerezza d’anima, infatti alcune canzoni sembrano quasi trasportarci in una dimensione estiva, almeno con la mente.

‘’Fede’’ apre l’album come un vero e proprio manuale di sopravvivenza emotiva: tra consigli quotidiani e ironia affettuosa, il brano diventa un invito a prendersi cura di sé, allontanarsi dai social e dalle città cupe che ci spengono. Subito dopo, in ‘’Astri’’, MOBRICI trasporta l’ascoltatore in una dimensione quasi sospesa, come se la mente fluttuasse tra ricordi, sogni e piccole epifanie quotidiane di un amore totalizzante. ‘’Canzoni per la notte’’ è un inno agli insonni, a chi porta addosso i duri colpi della vita e a chi passa le notti in solitudine, come unica compagna la musica: ‘’Canzoni per la notte, per le anime come noi, per chi si è preso dalla vita le botte. per chi non si è lasciato stare mai’’.

La dimensione lirica di “Interstellar” raggiunge l’apice grazie anche a Dimartino: tra dubbi, ricordi e assenze emergono le incertezze dell’amore e della vita adulta, la difficoltà di scegliere se restare o andarsene. Tutto viene racchiuso in un ritornello che rimane sospeso nella memoria: ‘’Per tutte quelle volte che stai per provare, ma poi te ne vai e ti ritrovi sola in mezzo a una strada senza un amico, fuori di casa’’. Segue ‘’Stavo meglio a casa’’, brano che, mescolando disagio e leggerezza, racconta la fatica di confrontarsi con il mondo esterno, fatto di regole, aspettative e pressione sociale. In ‘’Primavera Totale’’ emerge l’animo rock e ribelle di “Supernova”: MOBRICI canta la voglia di scappare dalla città e dalle regole imposte, andare al mare, camminare a piedi nudi, respirare sole e aria aperta: ’’Voglio scappare, fammi andare, sono un animale’’.

Questa vivacità continua in ‘’Sono pazzo’’, insieme a Fulminacci: un inno alla leggerezza e all’istinto, un momento dell’album in cui l’energia e la libertà prendono il sopravvento, trasformando il caos in divertimento e spontaneità. ‘’Universal’’ chiude l’album con un respiro contemplativo: il brano riflette sulla nostra piccolezza e sul tempo che passa, con la consapevolezza della solitudine, ma anche la capacità di godersi piccoli istanti.

‘’E insegui la felicita, eccola là, che più ti avvicini e più se ne va, che più la tocchi e più ti scotti. Poi la vedi e già la perdi e quando la raggiungi poi nessuno gliene fotte’’.

‘’Supernova’’ è un disco che fa riflettere, ridere e poi respirare, capace di farci sentire leggeri anche quando parla di cose pesanti. Dietro ironia, leggerezza e vivacità, il messaggio è chiaro: vivi, non farti schiacciare dal male che ci circonda, perché la nostra esistenza nell’universo è infinitamente piccola.

Tags: ,

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *