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Mostro – METALLO E CARNE | Recensione | Primo Ascolto

Mostro è da sempre un artista fortemente evocativo, capace di inserire all’interno dei suoi brani liriche mai banali e di delineare un impatto immaginifico molto caratteristico nei suoi progetti musicali. La scena Hip Hop non l’ha mai annoverato fra i più grandi artisti mainstream, ma Mostro ha sempre saputo ritagliarsi il suo spazio e la sua fanbase, conscia delle sue fortissime qualità artistiche e potenzialità musicali.

Ora è tornato nuovamente in scena con un album, dal titolo “METALLO E CARNE”: il disco in questione è composto da 13 brani, permeati, come spesso accade nei suoi lavori, da componenti di riflessione e critica sociale. Da riferimenti contro la scena musicale e alla sua ripetitività (oltre che scarsissima originalità) in “Ballo da solo”, fino ad egotrip mai banali e sempre sostenuti da flow incisivi, come in “Falene”. Proprio i diversi flussi di parole che Mostro mette in scena rendono caratteristico il suo personaggio artistico, riuscendo ad infondere ai vari brani dei significati che vanno oltre alla semplice fruizione di un pezzo, per impreziosire l’affascinante visione di un esercizio di stile a tratti sensazionale.

Altra caratteristica che Mostro non smette di esternare è la sua grande abilità nell’utilizzo di punchline. Fa sfoggio di ciò, fra le altre canzoni, in “Elisabetta Canalis”, in cui sono svariate le barre di forte impatto che catturano l’attenzione e rimangono impresse; non solo flex personali, però: nel disco compaiono anche brani dal tono romantico e dolceamaro. Dal dolore che traspare in “La distanza che ci divide”, fino alla potenza del brano “Straordinari”, dove la realizzazione della profondità insita negli innamorati fa sì che si elevino ad uno stato quasi sovrumano. Menzione d’onore all’ultimo brano, “Icaro”: una lettera toccante e profonda sulla sua carriera musicale e su come spesso, chi sembra sostenerci e osservarci, magari non aspetta altro che vederci precipitare al suolo.

Mostro è tornato con un album molto potente, qualitativamente di livello, ricco di citazioni POP (spesso decorative dei suoi brani) e flow originali. “METALLO E CARNE” certifica la sua personalissima voglia e bisogno di trattare il rap in una determinata maniera, creando il proprio universo narrativo e musicale per ritagliarsi il proprio spazio sulla scena.

Traccia preferita: “Elisabetta Canalis”

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