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Mr. Rain – Petrichor [RECENSIONE]

“Il profumo della pioggia sulla terra asciutta” è il significato di “Petrichor”, titolo del terzo album di Mr Rain reso pubblico lo scorso 12 febbraio per Warner Music. L’intro strumentale ci trasporta in un viaggio verso le liriche dell’autore, attraverso melodie agrodolci; nel singolo “Fiori di Chernobyl” troviamo il desiderio di lasciarci andare e provare emozioni, innamorandoci ancora dopo le sofferenze provate continuando a credere nell’amore, facendo tesoro delle cicatrici che abbiamo subito. Tematiche riprese in maniera molto approfondita anche in brani come “Sentieri sulle guance”o “Non c’è più musica” (feat. Birdy), con riflessioni riguardanti le relazioni finite e relative al passato.
La passione sentimentale troverà ulteriormente rilievo all’interno di “Petrichor” in pezzi come “Meteoriti”, “A forma di origami” o “9,3”, venendo analizzata in ogni sua sfaccettatura, anche se fa male, ad esempio quando ci troviamo immersi in una relazione tossica da cui non riusciamo ad uscire, come succede nell’intensa “Sindrome di Stoccolma”.
La parte più introspettiva dell’album emergerà in brani come “Nemico di me stesso” feat. Hopsin, dove abbiamo un’analisi sulla dicotomia manichea d’ animo, intrinseca nell’uomo; non mancano pezzi originali come l’intermezzo vocale “Elevator (Skit)” , che introduce “Non fa per me”, dove Mr. Rain racconta la sua riluttanza nei confronti della vita sociale dei colleghi, intenti a cimentarsi in altri ambiti piuttosto che esprimere la propria arte attraverso le canzoni.
Il brano “Ricominciare da me (outro)” in perfetto stile circolare va a chiudere l’album, trattando il leitmotiv dell’opera: il desiderio di ripartire dalla propria persona dopo aver dato tutto agli altri, perché “Per amare qualcuno ci vuole coraggio, sì ma per amarsi di più”.

TRACCIA PREFERITA: Sindrome di Stoccolma 

TESTI
4/5
MUSICA
3.5/5
ORIGINALITA'
3.7/5

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