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Nayt – Lettera Q | Recensione | Primo Ascolto

La recensione di “Lettera Q”, il nuovo lavoro di Nayt

È uscito finalmente ‘’Lettera Q’’ di Nayt, uno degli album più attesi del 2024: un capolavoro, che conferma ancora una volta il valore artistico del rapper romano. William Mezzanotte è, agli occhi e alle orecchie di tutti, una delle penne più valide dalla musica italiana, la cui evidente crescita artistica è però frutto di un duro lavoro introspettivo che lo ha portato a guardarsi dentro e ad accogliere le sue emozioni, motivo per cui riesce ad arrivare nei meandri più profondi dell’anima dei suoi ascoltatori.

Tutto ciò ovviamente è reso possibile dal suo amico e produttore 3D, il quale accompagna Nayt fin dagli esordi riuscendo a trovare sempre le produzioni più adatte per far coesistere questo connubio di poesia e musica. ‘’Lettera Q’’ è senza ombra di dubbio un album conscious che, seguendo la scia dei suoi ultimi lavori ‘’Doom’’ e ‘’Habitat’’, è formato da 12 tracce e solo due feat: la dolce voce di Scozia e la profondità nella scrittura di Ernia, altra penna molto valida nel rap game.

Per comprendere al 100% il concept dell’album bisogna partire dal titolo parecchio enigmatico: la lettera Q in sé, sta infatti a rappresentare la rottura di un cerchio, di un loop, necessaria per fuoriuscire dalle catene della società dello spettacolo. Altro significato attribuibile è quello di ‘’Qultura’’, infatti, la trasmissione di quest’ultima è sempre stata apertamente una delle missioni di Nayt, ed il tema floreale dei visual ne è infatti un elemento spia: bisogna coltivare cultura per farla fiorire.

Ormai si sa, quando c’è la presenza di Nayt ci si prepara a dare una lettura ai testi e ad entrare in quello che, piuttosto che un viaggio, questa volta è una grande fuga. L’album si apre con ‘’Il Debito’’, traccia che inizia con un suono di matita che si muove veloce sul foglio, elemento che riesce a farci immaginare il processo creativo. I principali temi trattati nell’album vengono presentati tutti qua: l’amore per la musica che non vuole essere solo puro intrattenimento per una società che ci rende spettatori, schiavi del giudizio altrui, rappresentato da un loop di ‘’Stupido’’ e ‘’Bravo’’. Segue ‘’Non è fortuna’’, brano di affermazione del proprio io: Nayt è oggi consapevole del suo passato e dei sacrifici fatti per arrivare dove è ora senza vendersi mai alle tendenze.


‘’Ho reso cool quella roba conscious’’

In ‘’Certe bugie’’, una delle più profonde dell’album, William fotografa la realtà e si fa portavoce della verità toccando diversi temi: la nostra società è dominata dai vizi, dal denaro e dalla tecnologia, tutti elementi che aumentano la superficialità, malattia contagiosa che divaga dal pubblico agli artisti.

‘’Le canzoni sono insipide e dal pubblico si vede’’.

In tutto ciò Nayt però resta comunque modesto, consapevole di non essere né Battisti né Battiato e nemmeno un eroe: il suo compito è quello di tracciare una mappa al fine di spezzare questo loop di bugie sulle quali, per pigrizia, ci accomodiamo. Altro tema fondamentale, presente spesso nelle sue liriche, è la lotta contro la mascolinità tossica che raggiunge il culmine con ‘’Di abbattere le mura (18 Donne)’’. Uno spoken word riflessivo per omaggiare 18 fra le maggiori figure femminili italiane, tutte simbolo di forza, emancipazione e cultura. Il brano si conclude con un intreccio di monologhi tratti da la poesia ‘’Bambina mia’’ di Mariangela Gualtieri, il discorso fatto da Chiara Valerio al funerale dell’amica Michela Murgia e le parole della signora Anna.

Successivamente ‘’Se corri’’ con Ernia riprende il tema della superficialità, in particolare nelle relazioni di oggi, che a causa dei continui stimoli finiscono velocemente, come già detto in ‘’Futura Ex’’ all’interno di “Gvesus”, album recente di Guè. Per rispondere alle critiche ricevute negli ultimi anni Nayt scrive ‘’La grande fuga’’: una dimostrazione di essere ancora in grado di utilizzare le metriche più complesse e aggressive, anche se ha deciso di non omologarsi e trasmettere cultura.

’’Bro, ti rovina questa massa: è un rifiuto dell’autonomia’’

A chiudere l’album c’è ‘’Poter scegliere’’: qui con le sue parole dolci arriva dritto al cuore dell’ascoltatore, che si sente abbracciato e compreso.

‘’Il tuo dolore non ha un solo proprietario, è pure mio, quindi sarà uguale, quando starai bene, quando starai male ’’.

Il tutto finisce con lo stesso suono di matita iniziale, ed il loop ricomincia.

Ci sarebbero un’infinità di cose da dire su “Lettera Q”, forse uno dei migliori dell’intero 2024, ma preferiamo lasciarvi con un invito a riflettere, proprio come fa Nayt.

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