
Articolo a cura di Nensi Troiano
Sabato 17 Maggio, noi di Primo Ascolto abbiamo avuto l’occasione di assistere alla data di chiusura del ‘’La vita segreta tour’’ del rapper Murubutu, il quale ha scelto proprio il Fabrique di Milano per questa serata speciale e ricca di sorprese. Come aveva già annunciato in precedenza, questo live non avrebbe rappresentato soltanto la chiusura del tour, ma anche un vero e proprio evento che ha visto riuniti sul palco alcuni dei colossi che, insieme a Murubutu, hanno fatto la storia del rap italiano: Willie Peyote, Mattak, Dutch Nazari e Ghemon.

Il live è iniziato intorno alle 21:30, dopo i soliti trenta minuti di attesa presenti in quasi tutti i concerti, ed è stato aperto da ‘’Minuscola’’: traccia di fondamentale importanza, soprattutto in questo periodo storico, poiché dedicata a tutti i migranti che da sempre sono anima viva delle città. Un messaggio che arriva dritto al cuore del pubblico grazie anche alla voce calda di Dia e alla bravura della band formata da: Piergiorgio Perrella, Vincenzo Messina, Giacomo Grande, Alberto Romano e Gabriele Polimeni. Durante il live, Murubutu ha scelto di trasportare ogni spettatore con sé, in un viaggio che non si limita al suo ultimo album, ma che fa tappa nelle città, reali e fittizie, più importanti del suo intero catalogo musicale, composto da canzoni ‘’tristi, tristissime e strazianti’’.

Effettivamente la sua sensibilità immensa lo porta spesso a narrare storie profonde che nascondono un sorriso amaro e una critica sociale che non tutti sono in grado di cogliere, ed infatti il pubblico, per quanto contenuto, era formato da veri fan che hanno reso l’atmosfera calorosa e genuina. Dopo aver eseguito tracce dell’ultimo album come ‘’Flaneur’’, ‘’Grande città’’, ‘’La città degli angeli’’ e ‘’ La vita segreta’’, ha stupito il pubblico con la quasi decennale ‘’Scirocco’’, conclusasi con un bellissimo assolo di chitarra di Piergiorgio Perrella. Sempre per i più affezionati ha scelto di performare anche “Paolo e Francesca”, uno dei pezzi più belli dell’album ‘’Infernum’’, cantando anche la strofa del carissimo amico Claver Gold.

Sorprendente è stato anche vedere live ‘’Sindrome di Stendhal’’ con Mattak, traccia contenuta in ‘’Dead Poets 3’’ di Dj Fastcut, ma ancor di più è stata la bravura con cui questo ospite ha sostituito Danno nella traccia ‘’451’’, gasando tutti con un extrabeat pazzesco. Dopo l’energia e l’euforia, si torna a piangere con due vecchie canzoni che non moriranno mai: ‘’Grecale’’ e ‘’Le notti bianche’’. Altro evento unico, che non si ripeteva dal 2019, è stato vedere sulle stesso palco Murubutu, Dutch Nazari e Willie Peyote per cantare ‘’Occhiali da luna’’, un evento che sicuramente resterà nella storia e nei cuori di chi l’ha vissuto.

Insomma, con questo live Murubutu ha confermato di non essere solo una buona penna, ma anche un ottimo performer. Inoltre, essendo anche un professore, è riuscito a rendere questo concerto quasi una lezione senza banchi, spiegando in breve ogni traccia prima di eseguirla e stimolando l’interesse dei fan che lo ascolterebbero ore e ore… D’altronde, chiunque avrebbe voluto averlo come docente.








