
Possiamo definire “MareAmare” del poliedrico artista Nicolò Piccinni, accompagnato da Gli Internauti, come un’opera composta da vari strati: quello uditivo, quello visivo e quello della scrittura, in quanto composta da 12 brani, 12 immagini e 12 racconti che cercano in tutti i modi di riscoprire delle verità celate aiutandoci ad aprire ancora di più le porte del nostro cuore, corpo ed anima, ponendoci paradossalmente ancora più domande senza risposte.
Concettualmente suddiviso in lato A e lato B, come due facce della stessa medaglia, l’album inizia con “Arianna”, che inizia a guidarci dentro questo labirinto musicale con la voce dell’artista che si unisce a quella di Liana Marino e che ci accompagna dentro un sentimento lontano, ma sempre presente dentro di noi, come un segreto che custodiamo gelosamente, riparandolo dalla pioggia: mentre guardiamo le stelle da un tetto, sappiamo che quell’amore non tornerà più, perlomeno non nella forma che conosciamo. Naufraghiamo in mezzo al mare delle persone attorno a noi in “Sottacqua”, e tutti stanno guardando la nostra difficoltà nel capire ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, come pesci dentro un acquario che intrattengono i visitatori che li degnano di non più di un’occhiata; continuiamo a nuotare, quasi perdendo la capacità di respirare.

La cantautrice Stefania Tasca, insieme a Piccinni, prova a condurci lontano da quel mare che minaccia di inglobarci e farci perdere l’umanità che ci caratterizza, rendendoci gli uni uguali agli altri, senza differenze o unicità, e ci lascia tra le braccia di Rossana De Pace in “Cura di te”. Siamo all’interno di una ballad che ci spinge a non fermarci sulla superficie delle relazioni e delle emozioni, ma ci suggerisce di andare più a fondo, di mantenere quella curiosità verso l’altra persona permettendoci di conoscere ogni angolo della sua mente, di comprenderla, di accarezzarla e di amarla completamente, staccandoci dal pensiero che i sentimenti siano solamente qualcosa di intercambiabile, associabili a chiunque.
Piccinni, Giulia Impache e Bunna ci trascinano nell’ “Aldiquà”, proclamando un’ugualianza totalitaria all’interno di questo mondo empirico che, come un cerchio senza fine, si preannuncia molto simile a quello da cui stiamo scappando, che ci offende, ci discrimina e ci lascia indietro senza farci trovare il nostro posto. Tra cori eterei, sonorità elettroniche e sperimentazioni, raggiungiamo l’“Internauta”: Un dialogo tra la parte digitale e quella concreta di noi stessi, in cui Fasia e Nicolò cercano di tenere unite queste due parti, fondamentali per l’io che ci caratterizza, ma guardandoci in faccia non riusciamo più a capire chi prevale sull’altro, e la nostra parte umana piano piano lascia il posto a quella virtuale, libera di muoversi senza problemi da un mare all’altro senza il peso di un corpo da trascinarsi dietro. L’ultimo brano che compone il lato A è “11 anni dopo”, che ci sottolinea l’inesorabilità del tempo che passa, delle ferite che ci portiamo dentro e di quanto sia complicato andare avanti, senza guardarsi mai indietro.
Il brano voce e chitarra “Malladrone” apre il lato B dell’album, e sentiamo tutta la crudezza di questo nuovo senso di profondità che si insinua sottopelle, complice anche la sperimentazione musicale più spinta. Veniamo dunque trascinati all’interno de “Il Pozzo”, che è stato scavato da noi, a mani nude, e siamo scesi così in basso che non riusciamo più a risalire, costretti a bere l’acqua nera che lo compone, scendendo sempre più nel nostro oblio e portandoci al brano strumentale “Pesce Nero”. Federico Sirianni e Vea ci aiutano ad emergere dall’abisso di quelle “Lampade ad olio” che ci compaiono improvvisamente davanti, spingendoci verso un posto sconosciuto che non ci offre conforto, ma solamente altro oscurità sottoforma di alcool.

Tentiamo di raccogliere i pezzi rimasti di noi con “Messaggio per Nessuno”: riusciamo ad uscire dal buio per ritrovare una luce interiore che ci guiderà verso la giusta via, come un faro nella notte; guardiamo la neve cadere sul mare con un sentimento di pace e una strana calma, ma ci aspetta l’ultima onda. Chiude il progetto “Pugile al Mare”, ovvero una sfida con noi stessi: ripartiamo da quel momento, dalla fine di questo viaggio introspettivo, per ricominciare a conoscerci.
“MareAmare” di Nicolò Piccinni è un progetto che punta sull’unicità musicale de Gli Internauti ma coinvolgendo tanti altri artisti, che contribuiscono a dare ancora più valore a questo viaggio all’interno di noi stessi, alla ricerca di una verità che non si farà trovare ma che continueremo a cercare, incessantemente.








