- per Antonio Contu'
- in Recensioni
- on 16/10/2024
La recensione di “Containers”, il nuovo album di Night Skinny
Introduzione a “Containers”
Indubbiamente, Night Skinny è tra i produttori del circuito rap che più è riuscito a farsi strada negli ultimi anni; facile dunque comprendere la spasmodica attesa per l’uscita di “Containers”, il suo nuovo album.
Il suo disco precedente, “Botox”, aveva parzialmente convinto la critica ma non il pubblico, e sembra che questo ennesimo progetto non sia da meno. Lo stile musicale è distante da quello dei tempi di “Zero Kills”: ormai Skinny sembra essersi adagiato, e piuttosto che provare a proporre qualcosa di realmente innovativo, ha deciso ancora una volta di affidarsi alla solita formula vincente, caratterizzando il proprio lavoro con beat funzionali e tutti gli esponenti più in vista della scena.

Chi è Night Skinny e il suo impatto sulla scena musicale italiana
Night Skinny, al secolo Luca Pace, è un nome che nel tempo è diventato sinonimo di qualità e innovazione nel mondo del rap italiano. Il suo lavoro come produttore ha contribuito a elevare il suono della scena, fondendo elementi provenienti dalla trap, dall’Hip Hop più classico e sperimentazione elettronica. Oltre a produrre, Skinny si distingue per la sua capacità di orchestrare collaborazioni artistiche che riescono a esaltare ogni artista coinvolto.
Con gli album “Pezzi” (2017) e “Mattoni” (2019), Night Skinny ha cementato il suo ruolo di produttore di riferimento, grazie alla sua capacità di creare collaborazioni inaspettate, che rende le sue tracce riconoscibili, anche se non sempre prive di difetti, e “Containers” non fa eccezione. Qui, Skinny aggiunge poco alla formula originale e chiama all’interno del suo disco alcuni dei nomi più grandi della scena rap italiana, offrendoci un album sicuramente coerente con i precedenti, ma che fatica a convincerci totalmente.

Le tracce di “Containers”: un’analisi dettagliata
Le collaborazioni di spicco in “Containers”
Dando una rapida occhiata alla tracklist di “Containers” saltano subito all’occhio le collaborazioni di alto livello, vero e proprio punto di forza per Night Skinny. L’album include una serie di artisti provenienti da diverse sfere del rap, ognuno dei quali porta il proprio stile unico all’interno del progetto. Skinny, come ogni produttore che si rispetti, ha creato un suono che esalta le peculiarità di ogni artista, pur mantenendo coerenza all’interno dell’album. Il problema è che non emerge il suo lato innovativo: le produzioni, come detto anche all’inizio dell’articolo, non sono troppo originali e ci si ricorda più del rapper che del beat: non il miglior biglietto da visita per un producer album.
Tra i nomi più importanti troviamo: Rkomi e Bresh, che con il loro stile versatile aggiungono un tocco melodico alle tracce, Noyz Narcos, che porta la sua impronta hardcore, confermando la sua sintonia con le produzioni potenti di Skinny; Madame che in “Amore Cieco” ha offerto versi intensi e profondi per quella che è una delle tracce più interessanti dell’intero progetto. Ma non è finita qui, perché troviamo anche altri collaboratori frequenti come Luché, Guè e Jake La Furia alternarsi nelle tracce con gli esponenti della nuova scuola come Papa V, Tony Boy, Nerissima Serpe e soprattutto Kid Yugi, tra gli MVP del long play.

Considerazioni finali
Possiamo definire “Containers” con una sola parola: insipido. L’album contiene alcune intuizioni che fanno emergere l’estro creativo del produttore molisano, ma non basta a rendere il lavoro degno di essere ricordato. Sembrano ancora più lontani i tempi di “Benedetti stronzi” o di “I Want You”: pare che l’obiettivo sia passato dal fare buona musica al creare musica da classifica, che, per carità, non c’è nulla di male, ma ci piacerebbe vedere un professionista del calibro di Night Skinny regalarci prodotti di maggiore qualità.
Sebbene abbia fatto qualche passo indietro e si sia ispirato più ai primi lavori, ciò non basta a convincerci che “Containers” sia un lavoro che valga la pena tenere in riproduzione per troppo tempo.
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Tags: Containers, night skinny, rap italiano, recensione








