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Noemi – Metamorfosi [RECENSIONE]

Noemi si veste di una sua “Metamorfosi”, con un album di 11 brani in cui la musica ci afferra con quel rimando kafkiano sintomo di libertà. Vi emerge la sua capacità cantautoriale di raccontare storie vivide e quotidiane, orgogliosa di indossare le sue emozioni, consapevole del suo essere donna. Un cambio di passo totale, che grida che “Ora” è proprio lei a dettare il ritmo, verso una rigenerazione musicale e personale.
Lo stile si apre verso sonorità nuove e variegate, coadiuvato dall’inconfondibile voce pulita e carica, che supera il “Limite”: le interpretazioni personali che la contraddistinguono la conducono, senza dubbio, tra i grandi interpreti del nostro tempo.
Sofisticata ma mai eccessiva, elettrica e contemporanea disegna con maturità il suo saper fare musica, utilizzando le proprie capacità vocali come uno strumento che si accompagna a ritmi funky in “Big Babol”, soul in “Tu Non Devi” e leggeri come l’estate in “Solo meraviglie”.
“Metamorfosi” è un album intimo ma anche liberatorio, che racchiude tracce contraddistinte da una forte carica moderna di una donna che “si illumina” di nuovo e che trova la forza di credere in sé: la sanremese “Glicine”, ad esempio, racchiude tutto ciò che non ci ha mai detto fino ad oggi in maniera personale, sottile, quasi malinconica, portando con sé i ricordi, le immagini e i sentimenti di una donna fragile come un fiore che scopre di possedere radici forti, in grado di continuare a guardare avanti.
C’è l’anima di Noemi in questo album, “Musa” ricca di cadute e successi, promesse e pianti perché “L’amore è pratica”: ci vuole un pizzico di leggerezza per farcela, e noi tutti avevamo bisogno che Noemi tornasse.

TRACCIA PREFERITA: Glicine

TESTI
4/5
MUSICA
4/5
ORIGINALITA'
3.5/5

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