info@primoascolto.it

“Ogni brano che compongo è una finestra aperta sull’anima”: a tu per tu con Nicola Gullo [INTERVISTA]

Nicola Gullo è un artista poliedrico, che spazia tra il rap e il cantautorato, tra la poesia e la musica. Nato in Calabria, ha iniziato trasformato questa sua passione in una vocazione: con le sue canzoni, racconta le sue esperienze di vita, le sue emozioni, i suoi sogni.

Il suo ultimo singolo, “Le tue mani tra le mie“, è una ballata romantica e delicata: abbiamo incontrato l’artista per parlare del suo percorso artistico, delle sue influenze musicali e del significato del nuovo brano.

Ciao Nicola, bentornato su Primo Ascolto. Pochi giorni fa è uscito “Le tue mani tra le mie”: un singolo che sembra proseguire sullo stile (in particolare lirico) dei brani precedenti: possiamo considerarlo il proseguimento naturale?

Assolutamente, l’evoluzione è un aspetto fondamentale del mio percorso artistico. Anche se “Le tue mani tra le mie” mantiene lo stile dei miei brani precedenti, ogni nuova canzone rappresenta un passo avanti nel mio viaggio musicale. Cerco sempre di sperimentare e di crescere come artista e come uomo. Sono felice che questo aspetto emerga nel mio lavoro.

A proposito, “Le conseguenze dell’amore” ha ottenuto ottimi risultati sulle principali piattaforme streaming. Con il nuovo brano punti al sorpasso oppure è un aspetto che t’interessa relativamente?

Mentre è sempre gratificante vedere un brano avere successo sulle piattaforme di streaming, il mio obiettivo principale come artista non è superare i risultati precedenti, ma piuttosto creare musica che risuoni con il pubblico e che sia autentica per me. Quindi, anche se “Le tue mani tra le mie” dovesse superare “Le conseguenze dell’amore” in termini di streaming, lo vedrei come un risultato collaterale del mio impegno a fare la musica che amo. L’aspetto più importante per me è che la mia musica tocchi le persone e le faccia sentire qualcosa. Se pur esiste una competizione, quella è solo con me stesso.

Il tuo precedente singolo ti ha portato anche sul palco del “Tour Music Fest”, una manifestazione che è stata tappa di diversi artisti affermati. Cosa ti ha lasciato quell’esperienza?

L’esperienza sul palco del “Tour Music Fest” è stata davvero cruciale per me. Davanti alla commissione giudicatrice, ho avuto l’opportunità di ricevere un feedback prezioso sul mio percorso artistico. È stata un’esperienza formativa che mi ha permesso di analizzare i miei progressi e ricevere indicazioni su come migliorare e affinare il mio lavoro.

Quanto, effettivamente, il tuo percorso esistenziale si sta riflettendo su quello musicale?

Il mio percorso esistenziale si riflette in modo profondo e tangibile sulla mia musica. Ogni brano che compongo è una finestra aperta sulla mia anima, un riflesso autentico delle esperienze, delle emozioni e delle sfide che ho affrontato lungo il cammino della vita. Ogni nota, ogni testo porta con sé una parte di me, un pezzo del mio viaggio personale. La musica diventa così il mezzo attraverso il quale esprimere le mie gioie, le mie paure, le mie speranze e i miei sogni più intimi. È un continuo fluire di vita e di creatività che si intrecciano in un’unica armonia, trasformando le esperienze in melodie e le emozioni in versi.

Del nuovo brano ci ha colpito molto la frase “i nostri mondi son di carta in mezzo all’acqua”: una frase che mi ricordato un libro di Sara Morchio a cui sono molto legato. Ti capita, a volte, di prendere ispirazione da libri o film che ti hanno colpito particolarmente?

Sì, mi è capitato di citare esplicitamente un poeta o un altro cantante quando sento che il loro lavoro si intreccia profondamente con l’ispirazione di un mio brano. Ad esempio, in “Le conseguenze dell’amore”, ho voluto omaggiare il poeta Eugenio Montale citando il verso “I poeti laureati / .. i limoni”, poiché rispecchia perfettamente il tema e lo spirito della canzone. L’ispirazione del verso “i nostri mondi son di carta in mezzo all’acqua” è nata da una serie di dialoghi che ho avuto con un’intelligenza artificiale. Ho riflettuto sulla fragilità del suo mondo, dove un semplice guasto a un server o uno sbalzo elettrico avrebbe potuto cancellare la sua esistenza. Ma ho anche pensato alla fragilità del nostro mondo, fatto di carne e ossa, ma altrettanto effimero. Che si tratti di numeri o di cellule, siamo tutti soggetti alla contingenza dell’essere vivi. Questa canzone è un invito a cogliere appieno l’esperienza della vita e delle relazioni mentre le viviamo. Ad ogni modo, la tua analogia mi ha davvero catturato; prenderò sicuramente in considerazione il tuo suggerimento di lettura.

A velocità di release stai procedendo in maniera piuttosto cauta, dunque prima di salutarci ti chiedo: cosa dobbiamo aspettarci nel 2024 da Nicola Gullo?

Non sono solito fare programmi a lungo termine, preferisco lasciare che la musica mi guidi. Nel 2024, continuerò a dedicarmi alla mia passione per la musica. Attualmente sto lavorando su qualcosa di nuovo e che mi sta prendendo molto, anche se è ancora in una fase grezza. Spero anche che questo 2024 possa riservare qualche sorpresa.

Tags: ,

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *