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Paky, Shiva, Rhove: al Rugby Sound tutta la fotta della nuova scena rap milanese [LIVE REPORT]

Siamo stati ospiti, pochi giorni fa, del Rugby Sound Festival, svoltosi nel cortile interno dello splendido Castello Visconteo di
Legnano. All’interno della cinta muraria risalente al XII secolo si svolge ormai da anni quello che possiamo definire tranquillamente uno dei festival più importanti della Lombardia, ed anche quest’anno gli ospiti delle serate sono stati fortemente diversificati: dai Sud Sound System a Gemitaiz, da Il Pagante ai Subsonica… Insomma, c’è stato spazio letteralmente per tutti i gusti. La serata di cui siamo qui a parlare quest’oggi, invece, è quella del 4 luglio, con protagonisti tre degli artisti più osannati della nuova scena rap italiana: Rhove, Shiva e Paky, la cui performance è stata anticipata da due nuove leve della scena hip-hop, anch’essi
molto apprezzati, come Tony Boy e Nerissima Serpe. 

Nonostante il maltempo creasse alcuni dubbi sull’effettiva realizzazione della serata, le nostre perplessità sono state presto scongiurate. Il parcheggio gratuito posto di fronte all’ingresso offriva un luogo comodo e perfetto dove poter lasciare la nostra auto senza alcun difficoltà, cosa non da poco considerando le esperienze non sempre rosee vissute in altri festival simili. All’ingresso, dopo i controlli di sicurezza, abbiamo potuto osservare lo spiazzo all’interno del quale si sarebbe svolto lo
show: grande, spazioso e ottimamente organizzato. Il grande palco montato al centro era già gremito di fan accalcati alle transenne per garantirsi un posto in prima fila ma, fortunatamente, l’ampiezza della zona garantiva un’ottima visuale da ogni posizione, consentendo dunque di godersi il concerto in ogni punto. A poca distanza, inoltre, era presente una food court decisamente fornita: i camioncini posizionati a mezzaluna offrivano tutta una serie di streetfood gustoso e vario; dai classici hamburger ai burrito messicani, dai chili hot dog ai fritti siciliani. Anche da questo lato ogni palato poteva rimanere soddisfatto.

Il primo a salire sul palco è stato Tony Boy, giovane artista padovano che ha aperto in bellezza con alcuni dei suoi pezzi come “Emozioni” e “Danza dei soldi”, scaldando l’atmosfera e inaugurando la serata. Ha proseguito poi con “Ronaldinho”, brano in cui compare come feat al fianco del rapper
Astol, anch’esso presente sul palco del Festival. Dopo Tony Boy è stato il momento di Nerissima Serpe, classe 2000 ed originario della provincia pavese. Ha offerto al pubblico alcuni dei pezzi dell’album “Denti da latte”,come “Vroom Vroom” e il singolo “AAHORA”, uscito a maggio. Si è
poi esibito al fianco di Papa V nel brano “Mafia Slime”, title track del joint album che hanno creato insieme, oltre ad “Apparecchiato”, ultimo singolo uscito il primo luglio.

Dopo l’esibizione di questi due emergenti della scena era finalmente giunto il momento dei tre pezzi grossi della serata. Il pubblico continuava incessantemente a intonare “Rhove! Rhove!” esprimendo il proprio desiderio di vedere quello che è attualmente uno degli artisti hip-hop più
apprezzati della nuova scena.
All’improvviso sono partite le note di “La Province #2” e sul palco sono arrivati una dozzina di componenti della crew di Rhove: i suoi amici, immancabili ai live e ormai parte integrante delle sue performance. Il pubblico è esploso, ma immediatamente il suono è stato interrotto e i ragazzi sul palco indicavano alle spalle dei fan, qualcosa in alto e dietro di noi presenti lì. Ci siamo girati tutti mentre la canzone ripartiva e Rhove compariva in cima alla torre dei tecnici del Festival, ad
un’altezza di svariati metri a urlare tutta la propria energia insieme ai fan in visibilio. È poi disceso per posizionarsi su un materassino e farsi portare sul palco direttamente sulle mani del pubblico,
mentre lo slogan “Siamo noi, siamo noi, la Provincia di Milano siamo noi!” Veniva cantato a tutta voce. Una volta arrivato sul palco ha cantato tutti i suoi brani più blasonati, oltre a quelli del primo album ufficiale uscito il 28 giugno, proprio pochi giorni prima del Festival: particolarmente apprezzate sicuramente “Cancelo”, l’esplosiva “La Famiglia” e l’ormai tormentone “Shakerando”.

Dopo Rhove è stato il momento di Shiva, artista Legnanese Doc: sullo schermo alle spalle del Dj è apparso un enorme topolino con bandana rossa e pistola in mano, decisamente scenografico e d’impatto. Shiva è approdato sul palco con “Non è Easy” e ha letteralmente fatto esplodere il pubblico, proseguendo poi con alcuni cavalli di battaglia come “Thotiana RMX”, “Mon fre” e “Bossoli”, senza dimenticare poi “Soldi in nero” o le più recenti
“Aston Martin”, “Pensando a lei” e “Soldi Puliti”. Oltre a questi c’è stato anche un interessante intermezzo in cui Shiva ha fatto un breve discorso su quando lui stesso, come spettatore del Festival alcuni anni fa, il giorno dopo lo spettacolo si recava nuovamente lì per pulire dall’immondizia prodotta, nella speranza di poter cantare, un giorno, proprio su quel palco.

Le tempistiche abbastanza dilungate hanno fatto in modo che i tempi per l’esibizione di Paky si restringessero alquanto, per cui l’artista di Rozzano è arrivato sul palco offrendo un’esibizione leggermente condensata ma al tempo stesso ugualmente energica e galvanizzante per il pubblico. Il brano in apertura all’esibizione è stato “Boogeyman”, il suo personale RMX di “Loyalty Means Everything”, mentre l’enorme scritta GLORY brillava sullo sfondo. L’artista ha poi cantato “”Ti
levo le collane” e “Auto tedesca”, oltre all’immancabile “Blauer” e “Vita sbagliata” uno degli inni per eccellenza del rapper campano trapiantato nell’Hinterland di Milano da ormai molti anni.
Per chiudere nel migliore dei modi è stato proprio scelto il brano che ha consacrato Paky da emergente ad artista affermato della scena hip-hop italiana: “Rozzi”. Il pubblico ha apprezzato, cantando e ballando con energia, gridando tutto il proprio entusiasmo.


Dopo l’ultima esibizione buona parte dei presenti si è poi spostata verso il tendone posto esattamente speculare al palco: al suo interno, oltre al cocktail bar del Waikiki Topless Club, c’era l’after party con vari Dj intenti a far ballare ancora i presenti fino alla completa chiusura.

L’esperienza del Rugby Sound Festival è stata decisamente positiva, buono sul lato
dell’organizzazione e ottimo per la varietà di artisti e offerta culinaria proposta. La performance degli artisti è stata d’impatto e senza dubbio ciò conferma il Rugby Sound Festival di Legnano come una delle realtà di spettacoli dal vivo meglio riuscite presenti nella nostra penisola.

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