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PAOLA TURCI – VIVA DA MORIRE

Un disco di rinascita, che sembra racchiudere una seconda giovinezza.

Questo è quello che ci regala ”Viva da morire”, quindicesimo album in studio della cantautrice romana Paola Turci. Un lavoro sentito, personale, musicalmente ineccepibile.

L’album parte con ”L’ultimo ostacolo”, una sorta di inno alla forza di un rapporto: ci dà l’impressione di una traccia particolarmente vissuta. Si prosegue con due pezzi molto ritmati, del power pop molto attuale, che a tratti richiama in lontananza del reggaeton: ”Le Olimpiadi tutti i giorni” (possibile hit radiofonica), duettata con il rapper Shade, ci consegna una metafora di vita dove viene comparata l’attività fisica attinente allo sport ed il menage della quotidianità; nella traccia numero 3, invece, che dà il nome all’album, l’artista mette in piazza la sua energia, ”giocando” probabilmente sul brutto episodio di cronaca che la vide protagonista di un incidente automobilistico nel 1993.

 In ”Prima di saltare”, i ritmi si placano, lasciando spazio ad una ballata riflessiva che pare ripercorrere delle fasi importanti della sua vita, celebrando (nel finale della traccia) l’audacia di averne sempre avuto il controllo; Il ritmo pop-rock de ”L’arte di ricominciare’ racconta gli insegnamenti lasciati dall’amore nel corso del tempo, descrivendolo come un sentimento dal quale c’è sempre da imparare.  invece, in ”Non ho mai”, Paola ci narra di quanto e’ stata giudice della sua vita, disattendendo le influenze altrui ed augurandosi che il prossimo faccia altrettanto. 

La traccia numero 7, ”Molto di più”, è una forte dichiarazione d’amore, dove alla controparte viene riconosciuta maggior importanza ed appeal se confrontata alle cose belle del mondo; dentro al rock de ”La vita copiata in bella” si enuncia degli stimoli necessari a tenere vivo un rapporto, che sia questo un credo o un interesse più generalizzato. L’album va a chiudersi con due pezzi molto biografici: in ”Io l’amore no”, si descrive la storia di una ragazza impulsiva ma spaventata dall’amore; invece in ”Piccola”, troviamo il testo più struggente, malinconico e toccante dell’album, dedicato probabilmente ad una figura paterna che se n’è andata troppo in fretta. 

Nel complesso è un album che ci ha convinto in toto, che infonde una positività contagiosa e ci regala dei pezzi da poter confrontare con le proprie esperienze personali, per poterli eventualmente sentire nostri.

TRACCIA PREFERITA: ”PICCOLA”

GIUDIZIO FINALE
8/10
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