- per Antonio Contu'
- in Novità
- on 27/07/2024
Paolo Moccia, cantautore e musicista, ha celebrato lo scorso anno il decimo anniversario del suo album più personale, “Mystic Digital“. In questa intervista, Paolo ha ripercorso tramite le nostre domande il significato duraturo del progetto, condividendo i brani a cui è più legato e discutendo dell’evoluzione del suo stile musicale: ne è uscita una bella chiacchierata, con un sguardo rivolto anche verso il suo futuro artistico.
Ciao Paolo, bentornato su Primo Ascolto. “Mystic Digital” è probabilmente il progetto discografico più significativo del tuo percorso artistico, oltre che più personale: sono questi i motivi che ti hanno portato a riproporlo sul mercato, a 10 anni di distanza?
Direi di sì; è un album al quale sono molto legato, concepito nei primi anni ’10 ma che a mio avviso propone tematiche che anche negli anni successivi, fino ad oggi, sono rimaste attuali. Ho quindi voluto celebrare i suoi dieci anni di vita ripubblicandolo nelle piattaforme online lo scorso anno.
Essendo appunto un progetto molto intimo, c’è un brano di questo lavoro a cui ti senti maggiormente legato?
Indicare un solo brano è per me molto difficile dal momento che mi sento legato a tutto il progetto nel suo complesso; in ogni caso posso citare un paio di brani che per motivi diversi hanno un particolare significato : “ il soffio di un’età” e “the lake of souls”.

Rispetto al tuo ultimo album “Di oggi e per domani”, uscito nel 2021, in “Mystic Digital” hai sperimentato maggiormente e svariato su sonorità quasi inaspettate. Cosa ti ha portato ad adottare una linea più classica nei lavori recenti?
E’ vero, in “Mystic Digital” ho azzardato molto di più rispetto al lavoro successivo “Di oggi e per domani”. Nel primo dei due album citati ho cercato degli spunti a sorpresa rispetto alla musica di stampo cantautorale, che rimane comunque il mio punto di riferimento e partenza. Ho voluto trovare un connubio tra pezzi pop cantautorali e pezzi stilisticamente molto diversi, tentando una scaletta di brani non scontata , anche per supportate e fare emergere il significato generale dell’album incentrato sul contrasto ed il dualismo tra la vita digitale e quella spirituale. Nel lavoro più recente “Di oggi e per domani” , concepito e realizzato in piena epoca Covid , ho voluto raccontare fondamentalmente l’amore per la famiglia che diviene amore per la vita e mi sono quindi abbandonato a melodie ed armonie più istintive, classiche , spontanee , cercando principalmente di trasmettere emozioni.
E riascoltando ora ‘Mystic Digital”, se potessi, effettuersti delle modifiche a qualche parte del progetto?
L’unico brano che in parte modificherei è “Aperitivo” , probabilmente alcuni concetti espressi nel testo li renderei in modo diverso, ma forse è solo perché sono più saggio ovvero più vecchio! Per il resto non cambierei niente.
Ad oggi, la tua discografia è stata completamente autoprodotta. Se si presentasse l’opportunità, ti piacerebbe collaborare con una label?
Certamente si, sarebbe molto bello esarei contento di farlo sia come cantautore che come autore per altri artisti.
Prima di salutarci, la domanda fatidica: Paolo Moccia sta lavorando su del materiale inedito? Dobbiamo aspettarci qualcosa per il prossimo futuro?
In quest’ultimo anno mi sono dedicato a rispolverare un po’ la tecnica sul pianoforte, ho studiato e fatto molti esercizi armonici e ritmici in preparazione per nuovi brani che vorrei realizzare a breve. Quindi, per adesso non ho del materiale inedito ma ho la volontà di rimettermi a breve “al lavoro” e partire per un nuovo viaggio musicale di scrittura, che spero sia entusiasmante e fruttuoso.
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