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Parlare delle proprie esperienze per arrivare agli ascoltatori: Tosca si rivela una “Bella” sorpresa [INTERVISTA]

Nella nostra intervista di quest’oggi, Tosca ci ha svelato il cuore pulsante dietro il suo nuovo singolo “Bella“: una ballata pop-punk che celebra l’amore in tutte le sue sfumature, da quelle più dolci e famigliari a quelle più intense e turbolente. Un viaggio emotivo che racconta di un sentimento così potente da superare ogni ostacolo, nonché un inno all’innamoramento vivido.

Nella nostra chiacchierata Alberto ci ha inoltre raccontato qualche aneddoto sul concepimento dei suoi lavori, oltre alla genesi del background, divenuto un vero e proprio segno distintivo dell’artista.

Ciao Alberto, benvenuto su Primo Ascolto. Venerdì è uscito “Bella”, il tuo nuovo singolo che va a rimpolpare una discografia già piuttosto nutrita, se consideriamo che sei attivo da poco più di un anno. Sei soddisfatto di come sta procedendo il tuo cammino artistico?

Ciao a tutti! Devo dire che mi ritengo parecchio soddisfatto di quanto fatto fin’ora. Se apro i miei profili, riesco a notare una crescita costante, di brano in brano, sotto ogni aspetto artistico e d’immagine. Ritengo che questa sia la cosa più importante e che ci tengo venga anche apprezzata dalle persone che mi scoprono e mi ascoltano.

A proposito di discografia, abbiamo approfittato di questi giorni per ascoltare i tuoi pezzi, notando che buona parte di loro vanno ad esternare delle riflessioni sentimentali proprio come nell’ultimo singolo. È l’ambito in cui ti senti più a tuo agio?

Si. Anche perchè parlo molto di quello che vivo e quelle che sono le mie esperienze, è il mio modo per raccontare qualcosa, sperando che qualcuno possa ritrovarsi nelle stesse parole. Cerco sempre di mettere qualcosa di mio nelle canzoni, anche perchè ritengo che questo sia l’unico modo per essere realmente capito dalle persone.

Nonostante tu attinga molto anche dal mondo indie, nel tuo stile si percepisce nitidamente l’influenza del pop punk nostrano dei primi anni del 2000, quando i Finley riuscirono ad ottenere un buon livello di popolarità anche nel mainstream. Sono loro che hanno condizionato maggiormente il tuo percorso oppure ti senti più “figlio” dei capostipiti californiani del genere?

Io sono completamente innamorato dei Finley. Sono innamorato di tutte le loro canzoni, le adoro tutte. Mentirei se vi dicessi che per me non sono un punto di riferimento. Mi ricordo come se fosse ieri quando su MTV girava il videoclip di “Diventerai una Star” e io lo facevo vedere ai miei amici pregandoli di fondare una band come loro.

A proposito, sembrerebbe che in Italia queste sonorità stiano trovando nuova vita, grazie ad artisti come Naska o La Sad che sono in costante crescita a livello di seguaci. A livello generazionale, ti senti vicino a quel mondo oppure sono altri i modelli che prenderesti come esempio per la tua carriera?

Quando parlo di Naska o La Sad, parlo sempre da fan, in primis. Loro, come i Finley, devono essere dei punti di riferimento per un emergente come me. Sono riusciti a ridare vita ad un genere che in Italia, dire che fosse di “nicchia”, è dire tanto. A livello generazionale mi ci ritrovo molto, perchè comunque stiamo parlando di miei “coetanei” e quindi la maggior parte delle esperienze o dei temi che cantano, sono cose in cui riesco a ritrovarmi. Ricollegandomi anche alla domanda di prima, dove ho detto che è importantissimo riuscire a trattare dei temi in cui le persone riescano a ritrovarsi.

Se potessi selezionare un/una artista italiana con cui collaborare, chi sceglieresti?

Premesso che ci sono tantissimi artisti che stimo e con cui vorrei collaborare, un sogno, per me sarebbe fare una collaborazione con Naska. Però, dato che mia nonna è mega fan, ti dico anche un nome che non ti aspetti: Il Volo.

Le tue release hanno distribuzione ADA Music, ma sono autoprodotte. È una scelta personale?

Tutti i pezzi sono prodotti da Leo, che è il mio migliore amico e poi finalizzati in studio, da heysimo. Io e Leo siamo come fratelli, lo ritengo parte integrante del progetto. Generalmente ci troviamo nel mio piccolo home studio, e iniziamo a scrivere pezzi nuovi, ma alcuni è capitato che iniziassimo a scriverli in macchina, mentre andavamo da qualche parte (siamo pieni di memo vocali per questo). Dopo di che, andiamo in studio da heysimo, per registrare le voci definitive, aggiungere gli ultimi dettagli e chiudere i pezzi. Era giusto fare la scelta di rimanere “autoprodotti” – anche per non avere vincoli di alcun tipo, siccome penso di essere ancora in una fase sperimentale del mio percorso.

Nel comunicato stampa di “Bella” si fa riferimento ad un nuovo progetto artistico, previsto per il 2024. Prima di salutarci ti chiedo: cosa dobbiamo aspettarci da Tosca per i prossimi mesi? Album o nuovo EP?

Il 2024, sarà pieno di nuova musica. Posso solo dirvi che potete aspettarvi sicuramente un EP, e anche se sono di parte, vi dico che sarà SUPER! Ma comunque stiamo già lavorando al futuro, l’obiettivo è quello di lanciare il primo album ufficiale, però onestamente da qui ad allora c’è molto tempo e voglio ragionarci bene.

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