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Pensiero Nomade – Un cerchio perfetto [RECENSIONE]

La concezione della musica come un qualcosa di mai fisso, in persistente movimento e in continuo viaggio, ha portato Salvo Lazzara a erigere il suo progetto intitolato Pensiero Nomade.
Questo suo “nomadismo sonoro” ha reso possibile una profonda co-penetrazione di generi tra loro diversi come l’ambient, il minimal, il rock e il jazz, al fine di creare un unico paesaggio musicale in grado di descrivere la propria identità.
E così, l’itinerario tratteggiato dai diversi album di Pensiero Nomade, apertosi nel 2008, fa tappa anche in questo anomalo 2021 con “Un cerchio Perfetto”, titolo del nuovo progetto inedito.
Come ha affermato lo stesso Lazzara: “questo disco è un ritorno alle mie proprie origini […] quindi alla Sicilia, ai suoi colori, alla bellezza terribile e inevitabile della mia isola”.
Questo delicato ossimoro (“Bellezza terribile”) appare essere il fil rouge di questo suo ultimo progetto: nel descrivere i propri ricordi, le proprie riflessioni e la sua terra, viene introdotto anche un lieve e puro sentimento di nostalgia estremamente personale, ma universalmente riconoscibile.
Nelle tredici tracce dell’album sono magistralmente equilibrate le influenze rock, jazz e folk, accresciute anche dalla presenza di figure autorevoli del nuovo “progressive” italiano come Andrea Pavoni e musicisti attivi tra Jazz e world music come Edmondo Romano e Luca Pietropaoli, tutti musicisti che, come afferma infine Pensiero Nomade: “sono stati assolutamente liberi, non c’era nessuna partitura prima del loro intervento, se non le parti di chitarra”, andando così a sottolineare non solo la loro ovvia bravura, ma anche la libertà ideal-musicale propugnata dallo stesso Lazzara.

TRACCIA PREFERITA: Buio e magia

MUSICA
4/5
ORIGINALITA'
4/5

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