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Piergiorgio Tedesco – Canzone di fine anno [RECENSIONE]

È disponibile da quest’oggi il nuovo singolo di Piergiorgio Tedesco, intitolato “Canzone di fine anno”.
Nonostante il titolo e la data di release non si tratta certo di una canzonetta natalizia o di un tormentone da trenino di capodanno, ma al contrario di un brano dalle sfumature profonde e dalla scrittura delicata.
Il cantautore torinese, dopo l’attenzione ricevuta con l’album “Wrestling”, pubblicato nella seconda metà del 2020, torna quindi con un singolo che vuole raccontare le sensazioni, le preoccupazioni e i pensieri che accompagnano la fine dell’anno, periodo sempre emotivamente particolare fatto di bilanci e buoni propositi.
Nel farlo Piergiorgio sceglie uno stile fortemente cantautorale sia nel mood sonoro che nel cantato, sicuramente vicino ad un rimando interpretativo più narrativo e poetico rispetto a quello dell’universalmente abusato indie pop attuale.
Musicalmente ricercati e coinvolgenti gli arrangiamenti, tra arpeggi di chitarra e appoggi leggeri di pianoforte, con una batteria morbida accarezzata da colpi di spazzola.
Una canzone suonata fino in fondo, nella quale l’intensità delle parole viene enfatizzata dal suono degli strumenti, veri, limpidi e senza artifici elettronici.
Le immagini del testo descrivono i progetti riguardo a ciò che vorremmo raggiungere appena varcato il confine di un nuovo anno, il tempo scivolato dietro la schiena che porta dentro inevitabili difficoltà e delusioni, il rito inevitabile di auguri più o meno scontati e sinceri e di speranze più o meno ambiziose.
Nel momento più introspettivo e suggestivo del nostro calendario, nel periodo in cui le notti sono più lunghe e scure, ognuno di noi è capace di meravigliarsi ancora di fronte alla magia della neve, che rende il mondo più luminoso e silenzioso, regalandoci la possibilità di fermare il tempo davanti alla finestra e lasciare correre liberamente i sogni dentro la nostra mente.
“In questo giorno incredibile, in questo anno impossibile, la neve cade dal cielo e viene giù. E col naso attaccato al vetro ci sei anche tu”.

TESTI
3.5/5
MUSICA
3.7/5
ORIGINALITA'
3.5/5

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