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PIERO PELU’ – PUGILI FRAGILI [RECENSIONE]

A ben dodici anni di distanza dall’ultimo album solista “Fenomeni” (certificato disco d’oro) ed a quattro dall’uscita di Eutopìa, con la storica band Litfiba, torna con una nuova raccolta d’inediti Piero Pelù, tra i più celebri esponenti della musica rock iataliana. 

“Pugili Fragili” arriva a due settimane dalla partecipazione dell’artista all’ultimo Festival di Sanremo, il primo della sua carriera: Pelù si è presentato ai nastri di partenza con il brano “Gigante”, capace di ottenere un ottimo riscontro da parte della critica oltre che il quinto posto nella graduatoria finale.

L’album si apre con il brano “Picnic all’inferno”, dove il rocker toscano inscena un duetto con Greta Thunberg per rafforzare la sua critica sociale nei confronti dell’inquinamento; segue proprio il brano sanremese “Gigante”: Pelù dedica il testo alla nipote, spronandola a combattere e a credere sempre in quello che si vuole fare, senza provare alcuna vergogna nel lasciarsi trasportare dalla fantasia.

“Ferro Caldo” è il primo brano puramente rock dell’album, ed invita l’ascoltatore a vivere a mille gli anni migliori della propria vita; i toni si placano nella titletrack dell’album, che trasportata da un incalzante ballad ci racconta in maniera introspettiva di un’ostentata sicurezza celata dietro una spiccata gracilità emotiva. 

Dopo la ballabile “Luna Nuda” e la cover di “Cuore Matto” di Little Tony (portata con successo alla serata dedicata alle cover nel giovedì sanremese), troviamo la enigmatica “Nata Libera”, che ci racconta (tra le righe) di una relazione violenta; a seguire, coaudivato da Andrea Appino degli Zen Circus, Pelù torna a proporci la sua spiccata attitudine rock con il brano “Fossi Foco”: il testo in questo caso invita l’ascoltatore ad osare, se conscio delle proprie potenzialità.

“Stereo Santo” è un pezzo molto in stile Litfiba e dunque ribelle, nel quale colpisce il ritornello in stile punk: qui le liriche sono un chiaro inno alla musica, il cui stile trova proseguimento nel brano di chiusura dell’album, “Canicola”. 

Nonno a chi? Pare proprio che l’età non abbia scalfito la verve artistica di Pelù, che conferma, in barba ai suoi 58 anni compiuti da poco, di poter essere ancora un protagonista della scena rock nostrana.
“Pugili Fragili” non deluderà, a nostro avviso, la folta schiera dei fan dell’artista toscano, spaventati dalla partecipazione del cofondatore dei Litfiba all’ultimo Festival di Sanremo: anche in quel caso, infatti, Pelù si è dimostrato il solito animale da palcoscenico, che saprà impreziosire nel prossimo tour i brani di questo buonissimo progetto.

TRACCIA PREFERITA: GIGANTE

GIUDIZIO FINALE
7.5/10
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