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PINGUINI TATTICI NUCLEARI – FUORI DALL’HYPE

 

Sostanzialmente, non cambia la sostanza. Avevamo paura che l’ingresso in Sony Music potesse snaturare o scalfire l’impronta della zampa sfeniscida su ”Fuori dall’Hype”, quarto album dei bergamaschi Pinguini Tattici Nucleari, ma ci siamo ritrovati invece ad esaltarci, di nuovo, davanti ad un progetto ben assortito. 

L’album si apre subito con la traccia che ha dato il nome all’album, e che avevamo già avuto il piacere di ascoltare da una ventina di giorni, essendo anche uno dei singoli che ha preceduto la pubblicazione: subito apprezziamo l’attitudine sia rock che cantautorale, con un testo che va quasi a sottolineare come l’ingresso in una major non intaccherà la loro verve musicale; a seguire, in ”Antartide”, i Pinguini si dedicano alla descrizione di una ragazza dal carattere glaciale, con sonorità molto poppeggianti e che rieccheggiano in testa anche fin dalle prime battute. 

La terza traccia, ”Lake Washington Boulevard”, è la storia di due ragazzi che va ad ispirarsi alla drammatica scomparsa di Kurt Cobain: una sorta di omaggio della band, a venticinque anni di distanza dall’accaduto; in ”Monopoli”, invece, si racconta di un’ intricata e potenzialmente pericolosa storia d’amore.

Cambia il sound nella traccia successiva, ”Nonono”: il reggae pinguino ci porta sonorità fresche, estive, che possono verosimilmente trasformare il brano in un ipotizzabile nuovo singolo; in ”Scatole”, invece, si torna su metriche più cantautorali, che narrano la felice ribellione emotiva che gli ha portati ad inseguire filosofie di vita diverse da quelle che volevano imporgli, uscendone vincitori. 

”Sashimi”, altro brano che ha anticipato l’uscita dell’album, è un vulcano di allegria e contaminazioni musicali, intervallate da un incalzante ritmo funky: è il chiaro esempio della grande poliedricità musicale della band, sempre ironica e pungente al punto giusto; in ”La banalità del mare” si torna a trattare questioni sentimentali, andando a fotografare una complessa e litigiosa storia d’amore. 

La vena romantica del gruppo diventa ironicamente rimproverevole nella nona traccia dell’album, ”Verdura”, dove si espone un miglioramento qualitativo della vita da quando lei se n’è andata; la chiusura dell’album viene invece affidata alla ballad ”Freddie”, dal testo intoverso ma profondo.

Aspettative dunque ampiamente soddisfatte per ”Fuori dall’Hype”. un progetto che ci porta in dote un nuovo capitolo di storie, situazioni, e riflessioni pinguiniane, elaborate con parsimonia e descritte in uno stile che si avvicina a quello degli Elio e le Storie Tese. 

Che ne siano davvero gli eredi? 

 

TRACCIA PREFERITA: LAKE WASHINGTON BOULEVARD

GIUDIZIO FINALE
8/10
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