- per Antonio Contu'
- in Recensioni
- on 18/09/2024
È uscito lo scorso 13 settembre “Funky Maestro“, un’ultima lettera firmata Pino D’Angiò che raccoglie quattro brani inediti del pioniere in assoluto del Funk e della discoteca all’italiana.
La preziosa collaborazione con Kashmere ha reso l’EP ancora più attuale, senza perdere il tratto distintivo di Pino, ovvero la profonda ironia che si lega alla leggerezza dell’essere che si attiva ogni volta che sentiamo la sua voce scanzonata.
“Non diventare come loro” apre il progetto, e possiamo definirla come una serie di consigli dati da un padre ad un figlio: la speranza di salvarci da questo mondo che vuole racchiuderci dentro un vortice di bugie ce la può donare solamente la musica, uno dei pochi nascondigli che ci è rimasto per ricaricare le forze e continuare ad affrontare una salita dopo un’altra. Pino ci esorta a rimanere fedeli a noi stessi, cercando di non diventare come quelle persone che vogliono portarci in una strada buia e tortuosa, dalla quale difficilmente riusciremo ad uscire.

Chiudiamo gli occhi e ci lasciamo trasportare dalla sua voce che ci parla direttamente all’orecchio, ed all’improvviso tutto è più chiaro: ciò che sembrava impossibile adesso possiamo quasi toccarlo, e la nostra vita diventa una corsa ad ostacoli che sapremo superare solamente se riusciremo a non perderci mai e a non farci abbattere dagli altri.
L’attualità entra a gamba tesa con “C’è Un’App”: ormai tutto è a portata di mano, anche la ricerca di compagnia diventa online, e sono sempre di più le modalità che ci permettono di ottenere ciò di cui abbiamo voglia solamente con un click. Tutto sembra possibile dietro uno schermo, possiamo essere chi vogliamo, noi stessi come un’altra persona totalmente diversa e ogni volta l’incontro è un salto nel vuoto, ma se poi la foto corrisponde alla realtà, allora ci sciogliamo e balliamo a ritmo funky insieme, ignari di tutti gli altri.

“Paperina Qua Qua” abbiamo imparato ad amarla gli scorsi mesi, ed è qui che esce con tutta la sua prepotenza l’eterna ironia e malizia di D’Angiò, che racconta quanto la sicurezza in sé stessi sia una delle prime regole per piacersi e piacere.
Chiude il progetto “Volando nell’anima (thinking file)” con un feat di Bobby Soul, e viaggiamo con la mente, una brezza ci attraversa e ci porta lontano, in un mondo che conosciamo solo e unicamente noi, un brano meno funk e più ballad delicata, così introspettivo che ci sentiamo quasi a disagio, ci ricorda che “via, via, via, all’improvviso si va via” e mentre mentalmente salutiamo Pino un’ultima volta, il brano sfuma e ci riporta alla realtà, un po’ più malinconici di prima.
“Funky Maestro” di Pino D’Angiò è il degno testamento di un’icona della musica italiana, che ci ha fatto ballare e cantare, ma soprattutto, ci ha mostrato che la vita, se non si inseguono i propri sogni, è come se fosse vissuta a metà…”si dice così, no?”
Traccia preferita: “Non diventare come loro”
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