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Psicologi – Fiori morti [RECENSIONE]

Lasciare qualcuno e non saperselo immaginare nelle braccia di qualcun altro: un sentimento vecchio come i “Fiori morti”, titolo del nuovo singolo degli Psicologi.

Il brano del duo esplosivo è molto in linea con le tendenze della musica pop/indie/commerciale del momento: calza come un guanto in tutte le nostre playlist, si fa ascoltare e ricordare facilmente con il furbo incalzante motivetto nel ritornello che già immaginiamo cantare dalla folla gasata in concerto (“cosa ci fai tu nei miei so-o-o-ogni? Perché non resti nei rico-o-o-ordi”).

Il testo viene esposto e cantato alla tipica maniera pop-rap con un po’ di banalità nella melodia, ma non per questo meno efficace: il duo usa una formula che funziona da tempo e che gli ascoltatori in Italia continuano ad amare.
Nonostante l’interpretazione poco originale le liriche evocano comunque immagini potenti che non faticano ad imprimersi nella memoria, a partire da un titolo forte come “Fiori Morti”, tema quanto meno inusuale.

Le parole del brano sono crude e semplici, e sanno parlare ad un pubblico adolescente quanto ad uno più adulto. Gli Psicologi ci raccontano il dolore successivo ad una separazione da una persona a cui abbiamo tenuto molto, inserendoci in quel contesto in cui la malinconia si mescola all’affetto ed il senso di protezione verso qualcuno che abbiamo amato.

Una menzione va fatta alla copertina, che presenta un interessante scatto in notturna con delle luci efficaci ed un contesto inusuale, in cui spicca la sagoma di un ragazzo sul motorino intorno a tanti fiori, che invece non sono morti affatto. 

TESTI
3.2/5
MUSICA
3.7/5
ORIGINALITA'
2.7/5

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