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Quando la musica diventa esigenza espressiva: Numb ci racconta “Guarda il Cielo”, il suo nuovo EP [INTERVISTA]

Nei giorni scorsi abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Filippo Toffanin, noto come Numb, un giovane artista che con il suo EP “Guarda il Cielo” è riuscito piacevolmente a colpirci.

Nato e cresciuto a Verona, nel suo progetto Numb riesce a trasportarci in un viaggio profondo ed introspettivo attraverso il rap e l’R&B. Scopriamo insieme le sue ispirazioni, le sfide superate e la visione artistica che lo ha portato a creare un’opera che possiamo definire un invito a guardare oltre.

Ciao Filippo, benvenuto su Primo Ascolto.
Il tuo primo EP “Guarda il cielo”, all’ascolto, è talmente impattante da trasmettere la sensazione che non vedessi l’ora di buttare fuori tutto quello che avevi da dire. Quanto è durata la gestazione dell’intero progetto?

Ciao ragazzi! Il progetto è stato concepito nel corso di due anni, l’esigenza era forte e avevo bisogno di esprimermi e di capirmi perché senza musica non ce l’avrei fatta.

È un lavoro emotivo, introspettivo, ma soprattutto maturo: credi che le turbolenze dell’infanzia ti abbiano aiutato a crescere più in fretta?

Penso che i traumi di ognuno di noi non ci facciano crescere in fretta, anzi, è come se cristallizzassero il tuo dolore. Non credo di essere cresciuto in fretta, ho passato un’infanzia abbastanza serena a livello familiare, la cosa che mi ha fatto soffrire di più era il dolore che mi circondava.

In diversi punti fai riferimento ai problemi familiari che ti hanno segnato: sembrerebbe proprio che la musica sia stata la tua principale valvola di sfogo. È così ?

Lo è in tutto e per tutto, sia in positivo che in negativo; mi ha dato un obiettivo, qualcosa in cui credere, mi ha insegnato a gestire la rabbia nei confronti di una società che sento lontana da me. Probabilmente se non facessi musica sarei in qualche angolo di strada a sbagliare, come fanno gran parte degli adolescenti, proprio perché non hanno qualcosa in cui credere. Ma non è colpa loro, forse qualcuno li vuole cosi. Sicuramente approfondirò questo argomento nella mia musica prima o poi.

Il ritornello di “Zacinto” suona come una richiesta di aiuto: a chi è rivolto questo pezzo?

Il ritornello in particolare è rivolto alla donna che amo, che è sempre stata al mio fianco, sia a me stesso che all’arte.

In buona parte del progetto hai deciso di affidarti ad uno stile lirico piuttosto rap, ma su una struttura melodica che è spesso tendente al pop e all’R’n’B (senza abbandonare l’hip hop, e “Lacrime Dolci” è l’esempio più lampante). Chi, tra te e il tuo producer Tokyo, è stato il primo a proporre una svolta sotto questo punto di vista?

La chiave di svolta al progetto l’ha data Tokyo, il mio produttore, è lui che mi ha fatto capire quanto fosse importante vedere la musica a 360°.

Il tuo background però è prettamente rap, dunque è d’obbligo la domanda: quali sono gli artisti nostrani di questo genere che preferisci?

Cranio Randagio, Fall, Rancore, Mostro, Nayt, Inoki, Mondo Marcio, Johnny Marsiglia, Ernia, Izi, Mezzosangue, Clementino, Primo, Neffa, Madame, Madman, Gemitaiz, Mecna, Koi, Eyembars, Natas, Emis Killa.

Nell’ultimo anno sei stato piuttosto attivo a livello discografico, dunque prima di salutarci ti chiedo: ci sarà spazio nel 2024 per nuovi progetti inediti oppure nei prossimi mesi ti concentrerai esclusivamente sulla promozione dell’EP?

Penso che mi concentrerò sulla dimensione del live, così da ripartire a settembre con le prossime uscite e la prossima musica.

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