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Riccardo Morandini – IL leone verde [RECENSIONE]

A distanza di un anno dalla pubblicazione dell’EP “Eden”, il poliedrico polistrumentista Riccardo Morandini ritorna nel panorama musicale pubblicando con la label L’Amor Mio Non Muore “Il leone verde”, album d’esordio dell’artista che racchiude tutti i mondi musicali che compongono la sua anima.

Già dal titolo individuiamo il simbolico filo conduttore che attraversa l’album e che ci spiega lo stesso Morandini: l’immagine del Leone Verde che divora il sole è alchemicamente il simbolo del vetriolo, ed una delle interpretazioni potrebbe essere l’intenzione di ammorbidire gli aspetti più duri dell’Ego. 

L’album inizia con “Immagine”, brano sospeso che ci introduce in modo soft per raggiungere poi l’apice musicale alla fine del brano ad esplicare il mondo complicato e affascinante di Morandini. Attraversando “Unione” ci sembra di essere invece in mezzo ad un prato, con una cascata poco lontana che accompagna i nostri pensieri mentre ascoltiamo la preghiera dell’artista che ci esorta a legarci agli altri per combattere la solitudine: uniti siamo più forti, nella vita come nelle difficoltà. 

Ritmi orientali ci accolgono in “Menade”, che ci spostano dal nostro prato verde ad una foresta in cui si sta consumando un baccanale: proviamo confusione e distacco temporaneo dalla realtà mentre danziamo vorticosamente, seguendo il ritmo del brano che più si avvicina alla fine e più accelera, trascinandoci all’oblio. L’impatto con la delicatezza di “Farfalle e candele” ci accoglie come un camino caldo, mentre fuori nevica e siamo alla ricerca di un abbraccio per smettere di provare dolore. 

Il banjo che apre “Candida rosa” ci risveglia, e mentre Morandini si chiede se la vicinanza al divino si possa raggiungere solamente attraverso l’arte e la poesia noi ci lasciamo trascinare dall’organo, che esplode verso la fine del brano e ci accompagna verso l’eterea “Sole dei sensi”, mentre spariamo dal mondo materiale. Chiude il progetto “Luce sulla collina”, contenente al suo interno quattro diversi ambiti musicali che ci conducono verso l’oblio.

Riccardo Morandini è indubbiamente un artista eclettico e poliedrico, la cui cura meticolosa per suoni e testi de “Il leone verde” è innegabile: per quasi 30 minuti ci sembra di essere connessi con il nostro subconscio più profondo, in un mistico distacco dalla realtà.

TRACCIA PREFERITA: Immagine 

TESTI
3.5/5
MUSICA
4.2/5
ORIGINALITA'
4/5

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