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Rico Mendossa – De rua [RECENSIONE]

Il rap corposo di Rico Mendossa ha fatto capolino tra le ultime release del 2020, edito dalla più potente label nostrana in ambito rap, la Thaurus di Shablo: “De Rua” è infatti uscito la settimana prima di Natale, ed è riuscito a sorprenderci.
Certo, difficile che un’etichetta tanto rinomata possa sprecarsi per un prodotto poco appetibile, ma considerato il risicato numero di progetti pubblicati dal 2016 ad oggi dal rapper piemontese i nostri dubbi erano piuttosto fondati: Gabriele dà invece alla luce un prodotto ben assortito e soprattutto credibile, grazie anche al supporto di numerosi ospiti di rilievo (Gué Pequeno, Ensi, Vacca) e ad un attitudine piuttosto gangsta e autocelebrativa che va ad intrecciarsi con i racconti della vita di strada.
A queste caratteristiche Rico Mendossa aggiunge anche passaggi più profondi, come nel brano d’apertura dedicato alla sua Torino (“10100”) o in “Cuciture”, il pezzo più concious dell’album; il flow permane in tutte le occasioni costantemente efficace, oltre che supportato da un timbro di voce caldo che non richiede l’ausilio di autotune.
“De Rua” è un lavoro valido, che aggiunge Rico Mendossa all’elenco dei rapper più sorprendenti dell’ultimo periodo: complimenti a lui per la crescita artistica ed a Thaurus per aver creduto nell rapper classe ’89.

TRACCIA PREFERITA: Cuciture

TESTI
3.2/5
MUSICA
3.7/5
ORIGINALITA'
3.5/5

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