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RIKI – POPCLUB [RECENSIONE]

Tre anni d’attesa (a causa anche della pandemia che ne ha causato il rinvio della pubblicazione), ma finalmente è arrivato il giorno più atteso dai fan: lo scorso venerdì è stato infatti dato alla luce “PopClub”, il nuovo album di Riccardo Marcuzzo alias Riki.
Undici brani, caratterizzati da tanta proclività urban pop: è questo infatti il genere più utilizzato dal concorrente dell’ultima edizione del Festival di Sanremo, che decide però di affidare la prima track ad un brano molto più pacato e profondo: “Margot” è indubbiamente un ottimo pezzo, ma poteva trovare più spicco nel mezzo del progetto; al contrario, avremmo aperto “PopClub” con la roboante e strumentale titletrack: caro Riccardo, tieni in considerazione il consiglio per utilizzarla come opening dei tuoi live, e farai un figurone.
Gran parte del lavoro si concentra sul coinvolgimento sentimentale ed emotivo dell’artista, che compie notevoli passi avanti riguardo al valore delle liriche: non siamo di fronte ad un prodotto cantautorale di nicchia, ma è quantomeno apprezzabile il tentativo di utilizzare un mood più riflessivo ed introspettivo che spezzi l’egemonia dell’album.
“PopClub” è comunque consigliato ad un target femminile compreso tra i 14 ed i 25 anni, considerata l’avvenenza dell’autore ed il suo stile spesso malinconico e fustigato dalle passionali esperienze: Riki sarà chiamato in futuro a proporci un lavoro ancora più conscious ed assennato, che possa confermare il suo costante percorso di crescita artistica e personale.

TRACCIA PREFERITA: PICCOLE COSE

TESTI
3.5/5
MUSICA
3.7/5
ORIGINALITA'
3/5

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