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ROCCO HUNT – LIBERTA’ [RECENSIONE]

L’unica uscita rilevante dell’ultimo venerdì di agosto è stata quella di Rocco Hunt, che ha partorito il suo nuovo album “Libertà”: un progetto composto da sedici brani (comprese le tre bonus track), e caratterizzato da ben nove collaborazioni sparse quà e là.

Potremmo discutere all’infinito dell’hype ottenuto dal giovane Rocco attorno a questo progetto: per i più distratti, infatti, l’artista campano solo poche settimane fa ha annunciato il ritiro dalla musica, per poi tornare sui propri passi poco dopo dando in concomitanza la notizia della qui presente release. 
Qualcuno parla di promozione discografica forzata ed audace, altri danno la colpa alla forte sensibilità del rapper: noi ci limitiamo a recensire il lavoro, lasciando le impressioni ai posteri.

Il brano che apre l’album, “Mai più”, vede la partecipazione di Achille Lauro, del quale spicca l’impronta stilistica e musicale: il pezzo rinnega gli errori del passato maturati con l’inesperienza; “Nun se ne va”, invece, al pari di “Grande bugia”, ripercorre estratti di vita dell’infanzia, trattando anche qui gli sbagli che hanno caratterizzato la puerizia.

Lo scettro di pezzo-tormentone invece lo consegniamo a “Ti volevo dedicare”, in collaborazione con i Boomdabash e con un impeccabile J Ax; La stessa leggerezza viene sprigionata da “Benvenuti in Italy”, brano inserito tra le bonus track e pubblicato lo scorso maggio.

“Maledetto Sud” con Clementino apre la strada ad un ampia carrellata di brani (8 su 16) quasi completamente in dialetto: se in questo brano vengono trattate le difficoltà imposte dalle loro origini, in pezzi come “Street Life” (dal testo crudo, d’impatto), “Libertà” e “Nun è giusto” Rocco ritrova con facilità la sua verve rap  che caratterizzava gli esordi del giovane artista, regalandoci pezzi di denuncia dai testi molto, molto interessanti.

L’introversione caratteriale di “Nisciun” feat. Geolier lascia spazio a brani più sentimentali: “Buonanotte amò”, “Ngopp a luna” (con Nicola Siciliano) e la sentita e malinconica “Se tornerai”, featuring un maestoso Neffa, ci propongono un artista dalla spiccata sensibilità, più velatamente avvilito nella successiva “Discofunk”, pezzo dalle sonorità quasi indie.  

In alcuni brani emerge la capacità di Rocco di adattarsi alle sfumature che stanno caratterizzando il rap nostrano: più marcatamente in “Nun me vuo bene chiu”, e “Cuore Rotto” (feat. Gemitaiz & Speranza), l’artista mostra di saperci fare anche quando decide di affidarsi a sonorità dall’attitudine trap.

 

In conclusione, si può affermare che all’album di Rocco Hunt non manca nulla: l’artista campano ha saputo amalgamare nella maniera più incisiva gli stili e gli argomenti trattati, dando adito all’ascoltatore di non sentire la feroce personalità che ognuno degli ospiti presenti all’interno del lavoro poteva rischiare d’imprimere al progetto stesso. Inoltre, dimostra di aver raggiunto un esperienza tale da poter benissimo argomentare qualsiasi cosa, facendolo nel modo corretto anche quando azzarda di essere di parte e pregiudizievole.

 

TRACCIA PREFERITA:  SE TORNERAI (FEAT. NEFFA)

GIUDIZIO FINALE
7.5/10
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