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ROMINA FALCONI – BIONDOLOGIA

Sono passati dodici anni ormai da quando una timida ventiduenne Romina Falconi presentava, ovviamente per la categoria Giovani, il brano ”Ama” al Festival di Sanremo. Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti: corista di Eros Ramazzotti, collaborazioni con Immanuel Casto, Fabri Fibra, Big Fish, solo per citarne alcuni; poi X-Factor, i primi album, e la scelta di affidarsi ad etichette indipendenti. Noi, alla luce di quanto abbiamo ascoltato, siamo certi solo di una cosa: ”Biondologia” è la cosa migliore che ci sia capitata questa settimana.

L’album si apre con ”Poesia nera”, un intro al disco, dove la cantautrice inizia a mostrare le proprie capacità vocali; si prosegue con la power pop ”Le 5 fasi del dolore”, e mai titolo fu più azzeccato nel raccontarci i contenuti, non troppo impegnativi, della traccia. Anche qui, ancora più che in precedenza, la cantante dimostra una grande vocalità.

Si prosegue con ”Vuoi l’amante”, il brano che ha anticipato l’uscita dell’album:  Romina si rimprovera di aver permesso di essere usata, trattata come donna oggetto; e la canzone funziona, piace, anche per le ritmicità hip-hop presenti. Ritmicità che si ripetono in ”Troppo tardi”, dove viene argomentato l’orgoglio femminile, e nell’erotica ”LATTE+” dove vengono accennate addirittura sonorità trap.

La sesta traccia, ”Cadono saponette”, è un chiaro riferimento nemmeno troppo velato sulla paura di fidarsi degli uomini, anche quando il rapporto sembra perfetto; ”Sei mejo te”, con un filo di rozzezza, ci propone una decisa critica ai saccenti e agli hater. 

A seguire la nostra preferita, ”Tienimi ancora”: capacità vocale impressionante, unita ad un emotività trascinante, nel raccontare quanto può risultare nocivo portare avanti un rapporto malato, anche in presenza di un attrattiva irrinunciabile. 

Le due tracce seguenti sono la parte più rock del disco: in ”Sex Tape” c’è tanta carica erotica ed ironica, mentre in ”Ringrazia che sono una signora” la Falconi plaude la sua maturità ed il suo self control nel gestire le situazioni sentimentali e non. 

L’album va a concludersi con la malinconica ma bellissima ”Ci vediamo presto” , dedicata ad una persona che non c’è più: anche qui, l’autrice denota una grande forza interiore su come ha gestito nel tempo questa mancanza; ”Buona vita arrivederci” è la traccia finale dell’album, dove il titolo rappresenta un ironico augurio alle persone che nel corso del tempo l’hanno delusa, che sia questi un padre assente oppure un compagno incoerente. 

L’album risulta essere piacevolmente omogeneo, e può tranquillamente definirsi come uno tra i lavori più interessanti di questo inizio 2019. A noi rimane l’aver approfondito la conoscenza di un’ artista vera, bella, brava (anzi, bravissima), ironica e sincera. 

TRACCIA PREFERITA: TIENIMI ANCORA

GIUDIZIO FINALE
8/10
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