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Roy Zen- Travis [RECENSIONE]

E’ disponibile dal 10 giugno in tutti i digital stores “Travis” , l’ultimo album di Roy Zen (al secolo Luca Scrivo), rapper nato a Torino nel 1987.
Composto da dieci brani sui quali, alla produzione, si alternano True Love, Riccardino, Deal The BeatKrusher e lo stesso Roy Zen, questo disco, già nel titolo ispirato dal protagonista del film Taxi Driver, rappresenta simbolicamente il manifesto duro e violento del non essere compresi dal mondo circostante. Ma non è la speranza di essere considerato a muovere l’autore, semmai la voglia di sfogare con violenta sincerità il suo disagio.
Attraverso l’utilizzo di rime potenti, spesso rivolte sarcasticamente ad un certo tipo di scena mainstream, e ad incastri molto ben strutturati, Roy Zen incastona messaggi diretti, senza filtri, tramite metafore alquanto audaci.
L’attitudine è quella della vecchia scuola torinese, dove il liricismo la fa da padrone nel raccontare uno spaccato di strada, delle regole del quartiere, della vita di chi sta ai margini ma non ha assolutamente intenzione di tacere.
E allora giù con le barre crude, la voce graffiata dalla rabbia, le similitudini provocatorie che qualcuno potrebbe etichettare ‘’di cattivo gusto’’ se non ne conosce l’origine.
Ed ecco che torniamo all’incomprensione: quella del Travis di Robert De Niro, ma anche e soprattutto del “Travis” di Roy Zen.

TRACCIA PREFERITA: Il mio nemico

TESTI
3.7/5
MUSICA
3.5/5
ORIGINALITA'
3.5/5

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