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Saint Pablo – Komorebi [RECENSIONE]

Saint Pablo è un rapper calabrese classe 1992, trasferitosi a Roma ormai da tempo. Dopo aver passato svariati anni dietro le quinte del music business, decide di lavorare al suo primo progetto ufficiale intitolato “Komorebi”, che significa letteralmente “la luce che filtra tra le foglie degli alberi”. Il motivo del titolo è celato dietro all’obiettivo dell’album, ossia riuscire a fare arrivare la musica all’ascoltatore in maniera soffusa, come fosse proprio un raggio di luce.
In “Budapest” l’autore porta avanti la metafora: la traccia racconta un viaggio nella capitale ungherese, descritta come una città fredda, buia “come se il sole non sorgesse più a est”. “Un soffio di città” è la narrazione della giornata tipo dell’artista; “Lacrime di pioggia”, invece, interrompe l’atmosfera di allegria dettata dalle produzioni del disco: il brano infonde un senso di malinconia derivante dal sapiente uso degli archi all’interno del beat e dalla voce simile ad un lamento biascicato nel ritornello, mentre le strofe sono un flusso di coscienza in cui il rapper si confronta con i diversi stati d’animo della sua persona. “Rec #100.006” comincia con uno skit nel quale la ragazza di Saint Pablo dichiara di non proseguire con il loro rapporto sentimentale, dando modo all’autore di scusarsi con una canzone, camuffata sottoforma di nota vocale.
I testi introspettivi rappresentano un distacco netto con la scena rap attuale, assieme alle strumentali che combinano elementi tipici dell’Hip Hop con la musica leggera italiana: in questo modo “Komorebi” si trasforma in un album atipico, che riesce ad inglobare in sé i generi di punta del mercato italiano in un unico calderone, senza scadere nel banale o nel ripetitivo.

TRACCIA PREFERITA: Lacrime di pioggia

 

TESTI
3.5/5
MUSICA
3.5/5
ORIGINALITA'
3.5/5

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