info@primoascolto.it

Salmo – RANCH | Recensione | Primo Ascolto

Arriva un momento in cui, nella vita di un artista, il contorno tanto agognato inizia a starti stretto: popolarità, lusso, vizi, ma soprattutto quelle “regole” discografiche che, anche se non vengono imposte, mettono chi di dovere di fronte alla costrizione di non poter fare completamente di testa propria.

Con “RANCH”, il nuovo album di Salmo registrato nel suo “rifugio” in Sardegna, emerge una vera e propria dichiarazione di libertà e necessità di allontanarsi dai cliché: un ritorno alle radici più pure, che si mescola con la voglia di sperimentare nuove sonorità. La produzione è estremamente varia: si passa dal rap classico a influenze rock, blues e persino techno, dimostrando ancora una volta l’incredibile versatilità dell’artista di Olbia.

“RANCH” colpisce innanzitutto per l’energia, ma mischiata allla capacità di Salmo di essere profondamente introspettivo. Il singolo “ON FIRE”, uscito poco prima dell’album, mi aveva lasciato qualche dubbio sulla direzione artistica del rapper, ma ascoltandolo nel contesto complessivo si capisce meglio il suo ruolo di ponte tra passato e futuro. C’è un forte elemento narrativo in “CRUDELE” (storytelling clamoroso) e “SANGUE AMARO”, brani in cui l’artista si apre più che mai sulla sua famiglia (aspetto già trattato nel suo libro) e sulle sue radici, con il secondo dei due pezzi che porta con sé uno stile quasi cantautorale. È invece interessante notare come la riflessione sui soldi e il loro impatto sulla vita emerga in “N€UROLOGIA”, mantenendo una tensione sonora tra rap classico e produzioni più moderne.

Salmo, fondamentalmente, dimostra di non avere nessuna paura ad uscire dalla sua comfort zone: “SINCERO”, con le sue sonorità pop rock, ne è la prova, mostrando chiaramente la sua voglia di fare ciò che vuole, senza compromessi. E proprio questo è uno dei temi portanti di “RANCH”: la libertà artistica e personale. Si passa poi a pezzi che richiamano il suo passato musicale, come “BYE BYE”, dove il featuring con Kaos aggiunge un tocco nostalgico, o “NUMERI PRIMI”, che ha vibrazioni underground tipiche dei suoi primi lavori.

La sperimentazione si mantiene una costante: “BOUNCE!” richiama alla mia mente il suono dei Run DMC e Rage Against The Machine, mentre le sfumature blues di “CARTINE CORTE” si prestano magnificamente alle ponderazioni esistenziali di Salmo, qui decisamente ispirato. “BEATCOIN” cambia completamente il mood: la produzione parte tra trap e drill ma cambia in corsa così come il flow, in mezzo ad un sacco di citazioni e parole chiave.

“IL FIGLIO DEL PRETE” è uno storytelling cinico dove la strofa iniziale sembra quasi d’ispirazione ‘De Andreeana’, per poi diventare una sassata boom bap; “FUORI CONTROLLO” è invece un’esplosione techno, che esalta la sua attitudine elettronica. In mezzo a tutto questo spuntano tracce più personali come “INCAPACE”, costruita solo su chitarra acustica e voce per un momento di pura introspezione, o “CONTA SU DI ME”, l’unico, passionale, pezzo d’amore; menzione d’onore per “MAURI”, che racconta in terza persona il bisogno di sparire e staccarsi da tutto, riflettendo il periodo di isolamento dell’artista. Il disco si chiude con “TITOLI DI CODA”: un sorta di credits del lavoro, con un successivo siparietto che sintetizza perfettamente lo spirito dell’album ma anche lo stato di salute della musica italiana, con ironia ed intelligenza.

In definitiva, “RANCH” è un progetto che conferma l’enorme talento di Salmo, capace di bilanciare energia e riflessione, sperimentazione e radici. Non è un disco che si limita ad intrattenere, ma un’entrata a gamba tesa partorita dalla mente di Maurizio, nonché un invito a guardare oltre la superficie per lasciarsi coinvolgere da un racconto, finalmente, autentico.

Tags: , ,

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *