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Samo infuoca San Siro e si conferma il migliore live performer in Italia [LIVE REPORT]


Avevo quasi perso le speranze, quando una mail ricevuta questo martedì mi fa sobbalzare dal divano: accredito confermato per il concerto di San Siro di Salmo, che si terrà il giorno dopo.
Lascio la macchina a Molino Dorino, cambio un paio di metro ed alle 20.30 mi ritrovo proiettato di fronte ad uno dei palchi più suggestivi che abbia mai visto. Sta già cantando, un po’ a sorpresa, Lazza, perfetto per scaldare un pubblico già focoso: il giovane rapper milanese intrattiene gli spettatori affidandosi principalmente ai pezzi del suo nuovo album, tra cui “Piove”.

 

 

Salmo si lascia attendere: alle 21.15 i tecnici stanno ancora preparando il palco; passano pochi minuti, e l’artista sardo entra in scena in maniera dirompente con “90MIN”, seguito da “Mic Taser” e “STAI ZITTO”, ma senza il supporto di Fabri Fibra, ospite annunciato da diverse testate (al pari di Guè e Marracash, non pervenuti) ma in realtà impegnato nella prima data del tour, a Lugano. Salmo spara uno dietro l’altro qualche pezzo più datato, per giungere più ai più recenti “CRIMINALE” e “RICCHI E MORTI”: il ritmo è elevatissimo, e lo show grafico dei ledwall alle spalle del rapper è curato in maniera clamorosa. Alle mie spalle Night Skinny e Noyz Narcos si godono il concerto comodamente seduti, mentre il live prosegue serratissimo: “Giuda”, “PERDONAMI”, “L’Alba”, “FLOP” e “PxM” scorrono via velocemente, prima che Salmo si travesta da prete per cantare “A DIO”.

 

L’entusiasmo cresce ulteriormente con la proposizione di un classico come “Yoko-ono” e di “Russell Crowe”, dove la band che accompagna l’artista sardo da il meglio di sé; tira un aria molto punk, ed il consueto pogo tipico dei live di Salmo non tarda ad arrivare: dopo aver incendiato i fan con il mash up dei due “Hellvisback” il rapper divide in due il pubblico e scatena l’inferno, anche se in realtà nessuno è rimasto contuso.

 

Il protagonista dello show continua ad interagire con gli spettatori, chiede un po’ di acqua per i ragazzi delle prime file e di vedere le tette alle ragazze, salvo poi rimangiarsi tutto ironicamente per non dare dispiaceri ad una “nota giornalista” (palese il riferimento a Selvaggia Lucarelli, con cui ha avuto una diatriba questi giorni).
Parte poco dopo l’omonima “S.A.L.M.O.”, prima del siparietto con l’ospite a sorpresa (ma nemmeno troppo) della serata, quel Fedez tanto odiato fino a pochi mesi fa: il marito di Chiara Ferragni spacca una bottiglia in testa al rapper sardo e si auto insulta in maniera ironica, citando un verso di Fabri Fibra a lui “dedicato”, per poi congedandosi molto velocemente.

La pausa apre all’ingresso in consolle di DJ Damianito e ad una serie di ospiti, che si alterneranno sul palco un dopo l’altro: apre l’alter ego del rapper, DJ Treeplo, che sposta immediatamente il mood del live verso sonorità ballabili. Ecco allora “HO PAURA DI USCIRE” 1 e 2, con la seconda versone in featuring con Lazza; segue “Kumite” in chiave dance, poi tocca ad ENSI che propone “EZ”, tratto dalla soundtrack di “Blocco 181”.

Le sorprese, ovviamente, non sono finite: sale sul palco Nitro per “MARYLEAN”, che quasi si commuove durante il discorso che ripercorre gli esordi della Machete; ragazze in visibilio per Blanco, che porta in dote la hit “LA CANZONE NOSTRA”, mentre la parte maschile viene ripagata dall’ingresso di Noyz Narcos, che a sorpresa propone “Mic Check”.

Salmo torna a prendersi completamente la scena per gli ultimi pezzi, per un closing memorabile. Parte “K-Hole”, poi i toni si placano per “LUNEDI'”; tocca subito dopo ad “1984”, che anticipa l’ultimo brano della serata: con “IL CIELO NELLA STANZA” Salmo emoziona il pubblico, mentre le luci di San Siro si accendono di colpo ed illuminano la folla riunita nel prato, estasiata da quanto ha appena visto ed ascoltato.

La musica è finita, gli amici se ne vanno. Con passo felino beffo tutti e m’infilo nella metropolitana, consapevole di aver assistito ad un evento memorabile che segnerà per sempre la storia del rap italiano: speriamo che questo show possa aprire finalmente le porte agli altri artisti del panorama nostrano, a cui i palazzetti iniziano a stare stretti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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