
In un mercato discografico dominato dalla velocità e dall’esigenza di costante visibilità, i SANTAMARIA si prendono il lusso, coraggioso e necessario, di fermarsi per due anni. Da questo tempo sospeso nasce “Alibi“, il loro quarto singolo, simbolo di un’evoluzione musicale che abbraccia il funky pop più brillante, con inserzioni lo-fi e un lavoro vocale dalle mille sfumature.
Il trio abbandona le atmosfere intime delle slow jam che ne avevano definito l’identità iniziale e si tuffa in una dimensione sonora nuova, sofisticata e contagiosa, pur rinunciando in parte all’immediatezza emotiva delle prime produzioni.



Dietro le scelte armoniche e ritmiche, infatti, si cela una riflessione profonda sulla fragilità dei rapporti umani. “Alibi” è una canzone d’amore, sì, ma spogliata di retorica: indaga gli angoli più ambigui dell’affettività contemporanea e mette a nudo il bisogno di costruirsi narrazioni alternative – gli alibi, appunto – per giustificare relazioni incerte, instabili, vissute nell’ombra.
Il testo ruota attorno alla consapevolezza che, talvolta, è proprio l’errore a spingerci verso una nuova lucidità emotiva: “mi hanno detto che adesso io sono dove devo stare” suona più come una consolazione amara che come una verità conquistata. La protagonista del brano è una figura lucida, ironica, ma attraversata da una malinconia latente. Non cerca redenzione, né perdono: cerca una tregua, forse anche un pretesto, per continuare a vivere con leggerezza una situazione amorosa che rifiuta regole e definizioni.

Musicalmente, la struttura del pezzo riflette questa ambivalenza: groove incalzante e timbri effervescenti si intrecciano a linee melodiche sofisticate, quasi a suggerire che sotto la superficie danzante si nasconda un cuore che batte irregolare. La voce di Maria Sole si muove con disinvoltura tra leggerezza e disincanto, riuscendo a trasmettere una tensione emotiva trattenuta, ma palpabile. La ripetizione insistente del termine “alibi” nella parte finale del brano assume la forma di un mantra ossessivo, che trasforma piccoli atti di evasione in simboli di sopravvivenza quotidiana.
Con “Alibi”, i SANTAMARIA hanno dimostrato di saper reinventare il proprio sound e di padroneggiare un linguaggio autoriale in grado di raccontare le contraddizioni e le fragilità del nostro tempo: un ritorno che, con eleganza e sostanza, pretende e merita un ascolto.








